Tenute Navarra a Vinitaly 2026 Identità territoriale, visione contemporanea e crescita sui mercati

Tenute Navarra a Vinitaly 2026 Identità territoriale, visione contemporanea e crescita sui mercati

La Sicilia si conferma anche per il Vinitaly 2026 uno dei padiglioni più visitati e dinamici dell’intera manifestazione: un punto di riferimento per buyer, operatori e stampa internazionale, sempre più attenti a un modello vitivinicolo capace di coniugare identità territoriale, qualità e capacità di innovazione.

È in questo scenario che Tenute Navarra si presenta a Verona con un progetto maturo e in piena evoluzione, radicato nell’agro di Butera, nel cuore del nisseno, dove la solidità agronomica incontra una visione vitivinicola contemporanea.

“Questo Vinitaly rappresenta per noi un passaggio fondamentale: miriamo a consolidare il mercato italiano, rafforzando la presenza nella ristorazione qualificata, e acceleriamo sui mercati esteri, in particolare Stati Uniti, Regno Unito e Germania. L’obiettivo è costruire un posizionamento chiaro, dove la nostra identità territoriale ed i valori imprenditoriali diventano leve competitive nei contesti più evoluti e ricettivi – sostiene Salvatore Navarra, Business Relationship Manager di Tenute Navarra.

In un contesto pedoclimatico distintivo – suoli complessi, altitudini e forti escursioni termiche – l’azienda è impegnata a definire vini di forte identità territoriale, riconoscibili e non replicabili, capaci di restituire con precisione il carattere del Cerasuolo e del suo comprensorio. Al centro di questo percorso si definisce una chiara piramide della qualità, che organizza la produzione in livelli coerenti e complementari: dalle linee più immediate e versatili, pensate per un consumo dinamico e attuale, fino alle espressioni più identitarie e territoriali, dove la precisione agronomica e la sensibilità enologica raggiungono la massima profondità. Una struttura che consente all’azienda di dialogare con pubblici diversi, mantenendo sempre un filo conduttore forte: l’autenticità.

Il Vinitaly 2026 segna un passaggio strategico con il debutto di nuove referenze: Kinora, Catarratto Lucido in purezza da alta collina, espressione di verticalità e freschezza minerale, e il Rosemosse Blanc de Blanc, Grillo Metodo Martinotti Lungo, che amplia la gamma spumanti con una proposta capace di coniugare fragranza e struttura in chiave contemporanea. Parallelamente, il restyling completo delle linee rafforza la leggibilità del brand, rendendolo più coerente con il posizionamento qualitativo e con i linguaggi del vino di oggi.

“Lavoriamo su vitigni che appartengono a questo territorio e li interpretiamo con un approccio agronomico rigoroso e sostenibile. Ogni scelta, dalla gestione del suolo alla vinificazione, è orientata a preservare identità e qualità, ma anche a rendere i vini più leggibili e contemporanei. È questo equilibrio che oggi ci permette di parlare a pubblici diversi, senza perdere coerenza” – sottolinea Totò Navarra, JR Ceo dell’azienda.

L’innovazione, per Tenute Navarra, non è mai rottura ma evoluzione: uno stile produttivo che unisce rigore ed ecletticità, profondità e accessibilità. Vini capaci di intercettare un bere contemporaneo, meno codificato e più trasversale, in cui le giovani generazioni cercano autenticità, riconoscibilità e versatilità.

Sul piano dei mercati, il mercato italiano rappresenta il primo asse strategico, con un presidio crescente nella ristorazione più qualificata, nei wine bar evoluti e nei contesti capaci di valorizzare vini identitari ma dinamici nell’incontro con il cibo. In parallelo, Tenute Navarra consolida la propria presenza internazionale con una strategia mirata su Stati Uniti, Regno Unito e Germania, affiancata da mercati europei ad alta sensibilità come Francia, Belgio e Olanda, fino a una progressiva apertura verso i Paesi dell’Europa dell’Est.

In questo scenario, l’impegno verso la sostenibilità rappresenta un elemento strutturale: il superamento degli audit VIVA e SOSTAIN e il percorso verso la certificazione Equalitas confermano una visione d’impresa orientata al lungo periodo.

“L’enoturismo per noi è una naturale estensione del lavoro in vigna e in cantina: aprire la tenuta significa condividere un paesaggio, una cultura e un modo di produrre vino. Butera diventa così una destinazione, non solo un luogo produttivo, dove chi arriva può comprendere fino in fondo il legame tra territorio, sostenibilità e identità” – conclude Totò Navarra.

Il progetto Tenute Navarra resta profondamente familiare, fondato su una continuità generazionale che unisce esperienza e visione. Il 2026 segna anche l’avvio delle attività di enoturismo, aprendo la tenuta a un racconto diretto del territorio, in cui vino, paesaggio e cultura diventano parte di un’esperienza condivisa.

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