Caso Montante: pena ridotta a 5 anni e 10 mesi, niente carcere

Caso Montante: pena ridotta a 5 anni e 10 mesi, niente carcere

Si chiude con una significativa riduzione della pena la vicenda giudiziaria che vede protagonista Antonello Montante, ex leader di Confindustria Sicilia, finito sotto processo con l’accusa di corruzione.

Grazie a un concordato in appello, la pena è stata rideterminata in 5 anni e 10 mesi, una soglia che, considerando il periodo già trascorso in custodia cautelare, consente all’imprenditore di evitare il carcere e accedere a misure alternative.

Dalla condanna a 14 anni alla riduzione in appello

Il percorso giudiziario di Montante è stato lungo e complesso. In primo grado, con rito abbreviato, era stato condannato a 14 anni di reclusione.

Successivamente, in appello, la pena era stata ridotta a 8 anni, ma la vicenda non si era conclusa: la Corte di Cassazione ha infatti disposto un nuovo giudizio per il ricalcolo della pena.

I giudici supremi hanno escluso alcune delle accuse più gravi contestate nei precedenti gradi di giudizio, tra cui: associazione a delinquere rivelazione di segreto d’ufficio accesso abusivo a sistema informatico È rimasta invece in piedi l’accusa di corruzione.

Dopo il verdetto di appello, la Procura generale di Caltanissetta aveva dato esecuzione alla sentenza e Montante si era costituito nel carcere di Bollate, a Milano, per iniziare a scontare la pena.

Successivamente, però, in seguito alla decisione della Cassazione, l’imprenditore era stato scarcerato in attesa del nuovo processo di appello per il ricalcolo della condanna.

Il concordato e la pena definitiva

Durante il nuovo giudizio di appello, i legali di Montante hanno optato per il concordato, una forma di patteggiamento che consente di definire il procedimento con una pena concordata tra accusa e difesa.

La nuova pena fissata è stata di 5 anni e 10 mesi, ma il dato decisivo riguarda il periodo già trascorso in detenzione. Considerando la custodia cautelare già scontata, la pena residua scende al di sotto dei 4 anni, limite che consente l’accesso a misure alternative al carcere.

Con una pena residua inferiore ai 4 anni, Montante potrà beneficiare di strumenti previsti dall’ordinamento penitenziario, come: affidamento in prova ai servizi sociali detenzione domiciliare altre misure alternative

Si tratta di soluzioni che evitano la detenzione in carcere, pur mantenendo una forma di esecuzione della pena. Il caso Montante ha rappresentato negli anni uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti in Sicilia, anche per il ruolo pubblico ricoperto dall’imprenditore come ex presidente di Confindustria Sicilia e simbolo dell’impegno antimafia nel mondo imprenditoriale.

La chiusura del processo con una pena ridotta segna un punto definitivo in una vicenda lunga e articolata, che ha attraversato più gradi di giudizio e visto una significativa revisione delle accuse iniziali.

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