Droni, missili e fake news: la testimonianza di un palermitano a Dubai

Droni, missili e fake news: la testimonianza di un palermitano a Dubai

Roberto D’Angelo è un professionista italiano, è nato a Palermo ma ha vissuto molti anni a Milano. Con oltre trent’anni di esperienza nel settore oil & gas, risiede a Dubai con la moglie anch’essa siciliana, dal 2012. Grazie al suo lavoro, ha operato in contesti complessi e in situazioni di instabilità, come la guerra civile in Congo e le rivoluzioni della “Primavera Araba” in Egitto. Esperienze gli hanno permesso di sviluppare una capacità di analisi lucida e razionale in scenari di crisi, una qualità che oggi lo porta ad affrontare con fiducia e senso di sicurezza la situazione attuale negli Emirati Arabi Uniti.

Lo abbiamo intervistato per capire come i nostri connazionali, che vivono in quelle zone, stanno affrontando il complesso scenario delineatosi dopo l’attacco degli USA all’Iran iniziato lo scorso 28 febbraio.

Cosa è successo esattamente nel momento in cui avete sentito le prime esplosioni o gli allarmi? Dove si trovava e qual è stata la sua prima reazione?

“Tutti i residenti a Dubai abbiamo ricevuto un allarme direttamente sul telefono che ci invitava a rimanere in casa perché erano in corso attività aeree per l’intercettazione di missili e droni. In quel momento ero nel mio appartamento a Damac Heights, nella zona di Dubai Marina. Non abbiamo visto nulla nel cielo, ma a un certo punto abbiamo sentito un forte boato abbastanza vicino. Solo più tardi abbiamo capito che si trattava dell’abbattimento di uno dei droni o missili. La prima reazione è stata di sorpresa, perché qui non siamo abituati a vivere situazioni del genere”.

Com’è cambiata la vita quotidiana a Dubai da quando è iniziata questa escalation militare? Ci sono limitazioni, paura tra i residenti o misure di sicurezza particolari?

“La città continua a funzionare, ma l’attenzione è molto più alta. Le autorità mandano notifiche e aggiornamenti e la raccomandazione principale è rimanere in casa quando ci sono intercettazioni in corso. In molti siamo vigili e seguiamo costantemente le notizie e gli aggiornamenti ufficiali del Ministero della Difesa. Non c’è panico diffuso, ma sicuramente si percepisce una certa tensione perché è una situazione nuova per tutti”.

Lei è italiano: ha mai pensato di lasciare Dubai in questi giorni o di rientrare in Italia? 


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