Palermo, via libera al parco urbano tra Notarbartolo, Malaspina e Lolli
Fermata Turrisi Colonna-Stazione Lolli
Nuovo passo avanti per la rigenerazione urbana del capoluogo siciliano. Con una delibera approvata il 12 febbraio 2026, la Giunta comunale guidata dal sindaco Roberto Lagalla ha dato il via libera all’accordo operativo tra il Comune di Palermo e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) per la realizzazione del parco urbano lineare sull’asse Notarbartolo-Malaspina-Lolli.
L’intervento, finanziato con 13 milioni di euro nell’ambito dell’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC 2021-2027) sottoscritto tra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Regione Siciliana, punta a trasformare profondamente un’area strategica del centro cittadino, ricucendo la storica “trincea ferroviaria” attraverso un sistema integrato di verde pubblico, servizi e nuove funzioni urbane.
Il progetto di massima, elaborato da RFI in sinergia con gli uffici comunali della pianificazione e della rigenerazione urbana, si concentra sulla riqualificazione dell’area compresa tra la fermata Lolli del Passante ferroviario e la futura fermata “Turrisi Colonna” dell’Anello ferroviario, prevista in via Malaspina, estendendosi fino alla stazione Notarbartolo.
Una dorsale verde tra cultura, mobilità e innovazione
Il masterplan, già discusso in Commissione consiliare urbanistica, prevede la creazione di una vera e propria cerniera urbana capace di collegare importanti poli culturali e architettonici della città: dai Cantieri Culturali alla Zisa all’ex Officine Ducrot, dal Castello della Zisa a Villa Malfitano, da Villa Serradifalco a Villa Filippina, fino alla Caserma De Maria.
Il parco lineare sarà concepito non solo come spazio verde, ma come infrastruttura ecologica e sociale. Sono previste nuove funzioni urbane, tra cui spazi espositivi, servizi di vicinato e aree dedicate ad attività ludico-sportive. L’obiettivo è migliorare la qualità ambientale del tessuto urbano, contribuendo alla riduzione delle temperature nelle aree densamente edificate e favorendo inclusione, sicurezza e vivibilità.
Per accelerare i tempi di realizzazione, il Comune ha individuato RFI come soggetto attuatore e stazione appaltante, così da coordinare l’intervento con i cantieri già in corso per la chiusura dell’Anello ferroviario. Tra i compiti affidati a RFI figurano lo sviluppo del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica, la gestione delle conferenze di servizi e dei pareri ambientali e archeologici, l’indizione della gara d’appalto – con possibile ricorso all’appalto integrato – la direzione dei lavori e il collaudo finale.
Al Comune spetterà il trasferimento delle risorse FSC, la condivisione e approvazione delle fasi progettuali, la messa a disposizione delle aree e, una volta completate le opere, la presa in consegna per la gestione futura.

Lagalla e Carta: “Un tassello della rinascita della città”
Il sindaco Lagalla ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti un ulteriore passo nel percorso di trasformazione urbana di Palermo, valorizzando spazi connessi alla nuova rete di mobilità ferroviaria. Secondo il primo cittadino, il recupero delle aree interessate non è solo un intervento tecnico, ma un atto di responsabilità verso la città, con l’obiettivo di restituire dignità ai quartieri e rafforzare l’attrattività del capoluogo.
Sulla stessa linea l’assessore alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta, che ha definito il parco lineare una “dorsale di innovazione e prossimità”, capace di trasformare una storica cesura urbana in un sistema di connessioni vegetali, culturali e sociali. Il progetto, ha spiegato, seguirà un approccio incrementale e adattivo, introducendo funzioni miste, usi temporanei e nuovi servizi per una città più resiliente e inclusiva.
L’accordo prevede una tabella di marcia rigorosa in linea con le scadenze del programma FSC. L’obiettivo è avviare rapidamente le procedure, puntando a una cantierizzazione che proceda parallelamente ai lavori ferroviari sopra le gallerie del passante. Una volta collaudate, le aree non più funzionali all’esercizio ferroviario torneranno nella piena disponibilità della collettività, diventando un nuovo bene comune per i quartieri interessati e per l’intera città, grazie anche alla centralità dell’area e alla sua accessibilità tramite la metropolitana urbana.
