La Sicilia “invernale” di Cangemi, l’Isola vista dal documentarista e produttore palermitano
Dario Cangemi
Dario Cangemi, 27 anni, è regista, produttore cinematografico, direttore della testata di cinema “The Hot Corn” e da poco fondatore di Kinéa Distribuzioni, società di distribuzione e produzione documentaristica.
Dopo il successo di “Allontanarsi dalla linea” del 2023, sull’inesorabile esodo dei giovani siciliani alla ricerca di fortuna, e di “Dietro la curva” del 2024, sulla storia familiare e intima di Giuseppe, gestore di un chiosco di panini allo stadio Barbera, Cangemi sta adesso lavorando a un nuovo documentario.
“Lavorare nel cinema è una passione molto legata all’ossessione, è un impegno che ti porti ogni giorno, diciassette ore su ventiquattro. Se non hai una forte passione e ossessione è facile stancarsi”, rivela.
Questa è la filosofia di Dario Cangemi, talento palermitano multitasking: regista, produttore, giornalista. “Come per molti siciliani che fanno questo lavoro, il rapporto con la nostra città è ambiguo, abbiamo la sensazione di dover fuggire. È uno stigma che ci portiamo dentro ed effettivamente fuori ci sono opportunità che a casa non abbiamo”, ha spiegato in un’intervista rilascia al quotidiano “La Sicilia”.
“Ho messo la macchina da presa in modalità “invernale”: l’immagine percepita della Sicilia, fuori dall’isola, è intrecciata a un racconto solare e di vacanze, ma quando succedono cose come alluvioni e migliaia di under 40 che se ne vanno, nessuno ne parla. E questa cosa fa riflettere”. Poi spiega perchè la scelta di un documentario: “L’industria italiana è indietro rispetto a tanti Paesi. Si investe poco nei documentari e nella loro distribuzione in sala. Bisogna creare una cultura che li valorizzi, li faccia circolare e occorre anche dare maggiori finanziamenti”.
“Di tutti i lavori realizzati in un anno, solo in 5-6 vanno in sala e molti finiscono nel dimenticatoio delle piattaforme – aggiunge -. La mia società, Kinéa, nasce proprio per dare visibilità ai documentari grazie a una fruizione gratuita sul nostro canale YouTube. In distribuzione sulla piattaforma abbiamo oltre trenta prodotti, con un rimborso per ogni autore. Tutti i giovani che sentono l’esigenza di raccontare una storia devono farlo il più possibile e cercare di farsi distribuire”.
La genesi del suo lavoro
“Ho conosciuto Giuseppe, il protagonista, due giorni dopo la proiezione del mio primo documentario. Come giornalista sportivo andavo a vedere le partite in tribuna stampa, quindi non avevo un contatto diretto col popolo rosanero.
Quella volta ho fatto un giro diverso con i miei amici e ho conosciuto Giuseppe nel chiostro dove vende i panini. Mi ha colpito subito la sua imponenza fisica: un gigante buono che, d’istinto, ho percepito avesse qualcosa da raccontare.
La storia non è soltanto la sua, ma quella di uno spaccato familiare tragico. Lui e la moglie Angela sono stati disponibili nel non spettacolarizzare il dolore e io ho cercato di farmi portavoce responsabile nel raccontare situazioni delicate. Abbiamo deciso che più del 50% di quello che ricaveremo dal documentario nel 2026 sarà dato all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla”.
Infine svela il progetto su cui sta lavorando: “Siamo ancora in fase di scrittura. Stavolta mi staccherò da Palermo, girerò prevalentemente a Roma e dintorni. Ho deciso di inoltrarmi nel territorio della salute mentale e indagare su realtà complesse: al di là delle diagnosi si cela tanto altro. Avrà come protagonista uno psichiatra abbastanza rivoluzionario nei metodi di cura. Proverò a dare un punto di vista innovativo e di cui, spero, si parlerà nei prossimi dieci anni. Stiamo anche co-producendo un documentario che parla della strage di migranti avvenuta a Cutro nel 2023”.
