Schifani valuta il ritiro della manovra quater, tradito dal voto segreto

Schifani valuta il ritiro della manovra quater, tradito dal voto segreto

Sicilia

A seguito della bocciatura col voto segreto di tre articoli sui primi 9 votati in Assemblea regionale sotto i colpi di 17 franchi tiratori del Centrodestra che hanno votato assieme a Pd e M5s, il presidente della Regione, Renato Schifani, valuta il ritiro della manovra quater.

Secondo fonti del governo di Renato Schifani tra i 17 franchi tiratori che hanno affossato col voto segreto assieme a Pd e M5s tre dei primi 9 articoli della manovra quater votati pochi minuti fa dall’Assemblea siciliana ci sarebbero i parlamentari di Fratelli d’Italia.

Il gruppo dei meloniani all’Ars conta 12 deputati. Pochi giorni fa FdI aveva disertato la giunta perché contraria alla riconferma del dirigente generale della pianificazione strategica della Sanità mentre il partito non avrebbe digerito la nomina fatta ieri del nuovo direttore sanitario dell’Asp di Catania, gradito a Lega, Mpa e deputati Fi.

Le norme approvate

In questo caos sono state perfino approvate tre norme. E sono passate tutte all’unanimità e con voto palese, segnale che si voleva rendere evicente come i franchi tiratori le hanno lasciate sopravvivere a tutte le altre.

La prima di queste norme è quella che rinnova la sanatoria per gli evasori del bollo auto. La seconda è quella che stanzia dieci milioni per scorrere la graduatoria del reddito di povertà: in questo modo altre tremila domande delle circa 90 mila rimaste escluse può essere coperta. L’ultima norma approvata è quella che aumenta le giornate di lavoro dei 3 mila precari dei consorzi di bonifica.

Le norme bocciate

Bocciati oltre la metà degli articoli del provvedimento, compresi quelli su cui il presidente della Regione Renato Schifani aveva puntato maggiormente.

È saltata, infatti, la norma che prevedeva il finanziamento della fiction dedicata a Biagio Conte — misura che il governatore ha difeso con forza, definendo le critiche «un’offesa alla sua memoria».

Bocciato il Fondo per l’Editoria e cassati anche gli articoli che stanziavano decine di milioni di euro per incentivare le assunzioni con contributi da 30 mila euro per ogni nuovo posto di lavoro.

Stessa sorte per i fondi destinati agli editori, alla Targa Florio, all’aeroporto di Birgi e alla Coppa degli Assi. A essere depennati pure i due milioni di euro previsti per i capodanni di Palermo e Messina, che avrebbero dovuto essere trasmessi in diretta televisiva nazionale.