A Sarajevo aumenta lo smog: scuole chiuse e cancellazioni di voli. Misure di emergenza attivate.

A Sarajevo aumenta lo smog: scuole chiuse e cancellazioni di voli. Misure di emergenza attivate.

Fitta Nebbia e Inquinamento a Sarajevo: Misure Straordinarie in Azione

Di Eldar Emric, Agenzia AP

Pubblicato il 18 dicembre 2025 – 15:48 CET

Giovedì scorso, la capitale bosniaca di Sarajevo è stata avvolta da una fitta coltre di nebbia, costringendo le autorità a prendere misure straordinarie. I voli sono stati cancellati, i bambini sono stati invitati a rimanere a casa e i lavori edili all’aperto sono stati vietati. A causa della bassa visibilità, le auto si muovevano lentamente, creando una situazione di congestione durante l’ora di punta. Alcuni residenti, preoccupati per la qualità dell’aria, hanno optato di indossare mascherine per proteggersi dalle polveri sottili.

Qualità dell’Aria: Una Situazione Allarmante

Il problema dell’inquinamento atmosferico a Sarajevo è radicato e complesso. La città, situata in una valle circondata da montagne, tradizionalmente affronta un forte inquinamento in inverno. Le temperature basse e l’assenza di vento confinano l’aria inquinata all’interno della vallata per giorni. Una recente valutazione dalla società svizzera IQAir ha classificato l’aria di Sarajevo come “malsana.” È importante notare che Sarajevo è spesso tra le prime posizioni nella classifica globale dei luoghi con la qualità dell’aria peggiore.

Le autorità locali hanno preso provvedimenti per mitigare questa emergenza. Mercoledì, è stato vietato l’ingresso ai camion oltre 3,5 tonnellate nel centro della città, così come a tutti i veicoli che non rispettano gli standard ambientali dell’Unione Europea. Gli eventi pubblici e i lavori edili all’aperto sono stati sospesi, in risposta alla qualità dell’aria critica.

Enis Krecinic, esperto di inquinamento atmosferico dell’istituto meteorologico statale, ha dichiarato: “A Sarajevo, i livelli di particelle tossiche, come il PM2,5, possono a volte superare di dieci volte il limite consentito.” Queste particelle fini, con un diametro di 2,5 micrometri o inferiore, sono particolarmente dannose e possono causare gravi problemi di salute.

La situazione è ulteriormente aggravata dalle ricorrenti infezioni respiratorie, malattie cardiovascolari e un significativo aumento delle morti premature, come evidenziato anche da un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Le morti premature legate alla qualità dell’aria rappresentano una delle principali sfide per la salutare infrastruttura pubblica in Bosnia ed Erzegovina e nei Balcani occidentali.

La Necessità di Soluzioni Sostenibili

Krecinic ha anche evidenziato che “un’azione sistemica è essenziale per affrontare questo problema.” Circa 40.000 famiglie a Sarajevo necessitano di tempo e supporto per passare a sistemi di riscaldamento alternativi e ecologici. La transizione a fonti di energia più pulite è cruciale non solo per migliorare la qualità dell’aria, ma anche per proteggere la salute pubblica.

In risposta all’emergenza, le autorità hanno avviato diverse campagne di sensibilizzazione per educare la popolazione sull’importanza della qualità dell’aria. “La salute dei nostri cittadini è la nostra priorità,” ha dichiarato il sindaco di Sarajevo. “Investiremo in infrastrutture verdi e sostenibili, per creare un ambiente più salutare.” Questo approccio mira a ridurre l’inquinamento atmosferico e a migliorare significativamente la qualità della vita.

Nonostante queste iniziative locali, è chiaro che un impegno concertato è necessario. Molti Paesi balcanici affrontano sfide simili in termini di qualità dell’aria e protezione ambientale. Le acque dei fiumi sono spesso inquinate e il riciclo è un fenomeno poco praticato. La crescente urbanizzazione e lo sviluppo incontrollato hanno ridotto notevolmente gli spazi verdi in molte città, contribuendo a rendere la situazione ancora più critica.

In un contesto più ampio, l’aria di Belgrado, la capitale della Serbia, è stata recentemente classificata “malsana per i gruppi sensibili.” Questa situazione dovrebbe fungere da campanello d’allarme per tutte le autorità e i responsabili politici nella regione. La risposta a questo problema deve essere unita e coordinata, coinvolgendo anche le istituzioni europee e internazionali.

In definitiva, l’urgente necessità di una soluzione sistematica è chiara. Le autorità di Sarajevo e altre città balcaniche devono collaborare per creare delle politiche efficaci che affrontino non solo l’inquinamento atmosferico, ma anche i problemi ambientali a lungo termine, nella speranza di un futuro più sano e sostenibile per tutti i cittadini.

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