Violenza sessuale su un bimbo fuori da scuola, arrestati due minorenni

Una vicenda drammatica ha scosso un paese delle Madonie, in provincia di Palermo. La denuncia di un bambino di 11 anni ha portato all’arresto di due adolescenti, rispettivamente di 14 e 16 anni, accusati di ripetute violenze sessuali, anche di gruppo, commesse dall’inizio dell’estate. Le indagini sono state coordinate dalla procuratrice per i minorenni, Claudia Caramanna.

Il coraggio della vittima e il ruolo dei genitori


La vittima, che frequenta la prima media, ha trovato la forza di confidarsi con i genitori nelle scorse settimane. Questi hanno immediatamente presentato denuncia al commissariato di Termini Imerese. La procuratrice Caramanna e la sostituta Paoletta Caltabellotta hanno ascoltato il bambino alla presenza di uno psicologo, ricostruendo un quadro agghiacciante di abusi, minacce e violenze reiterate, alcune avvenute con la minaccia di un coltello.

Dopo il racconto, i genitori hanno accompagnato il figlio al pronto soccorso locale, e le relazioni dei medici sono ora parte integrante dell’atto d’accusa.

Le indagini e i riscontri

Gli approfondimenti della polizia hanno confermato la versione del bambino. Le violenze si sarebbero consumate principalmente a casa di uno degli indagati, in un contesto segnato da degrado e pochi spazi per i ragazzi. Determinanti sono stati anche gli accertamenti sui telefoni dei due arrestati, che hanno permesso di trovare file utili alle indagini. Non si esclude che i carnefici abbiano ripreso alcune violenze, e ulteriori verifiche sui dispositivi elettronici sono ancora in corso.

Violenza privata e minacce



Oltre alle violenze sessuali, i due ragazzi sono accusati di violenza privata. Con un coltello avrebbero costretto la vittima a subire gli abusi, intimandogli: “Non devi mai raccontare nulla”. L’incubo sarebbe continuato fino all’inizio di dicembre, quando i genitori, preoccupati per il comportamento nervoso del bambino, hanno deciso di intervenire.

Grazie al coraggio della vittima e alla tempestività dei genitori, le autorità sono riuscite a identificare i responsabili e a interrompere la spirale di violenze. Magistrati e polizia hanno condotto tutti gli accertamenti necessari a tempo record, portando all’adozione delle ordinanze di custodia cautelare e garantendo alla giovane vittima protezione e sostegno.

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