Sentenza del Tribunale sul caso della 13enne abusata a Villa Bellini: disposte misure restrittive e risarcimenti
Tre condanne e un’assoluzione nel processo sulla violenza sessuale di gruppo avvenuta il 30 gennaio 2024 nei bagni della Villa Bellini di Catania. La Seconda sezione penale del Tribunale, presieduta da Santino Mirabella, ha inflitto pene comprese tra quattro anni e otto anni e quattro mesi di reclusione, mentre uno degli imputati è stato assolto con la formula “per non avere commesso il fatto”.
I quattro imputati maggiorenni, di origine egiziana, erano accusati anche di violenza privata nei confronti del fidanzato diciassettenne della vittima, che – secondo l’accusa – sarebbe stato bloccato e picchiato per impedirgli di intervenire durante l’aggressione.
Per i tre condannati, il Tribunale ha disposto anche misure accessorie: per due anni, dopo aver scontato la pena, non potranno frequentare luoghi abitualmente frequentati da minorenni né svolgere attività lavorative che comportino contatti con minori. Dovranno inoltre comunicare alle autorità i propri spostamenti e la residenza. È stato stabilito anche il risarcimento dei danni alle parti civili – la famiglia della vittima e il fidanzato – che sarà quantificato in separata sede.
La ricostruzione dei fatti
La vicenda risale alla sera del 30 gennaio, in uno dei luoghi più frequentati della città, proprio durante le celebrazioni di Festa di Sant’Agata, che attirano ogni anno migliaia di persone. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la giovane e il fidanzato sarebbero stati avvicinati da un gruppo di sette ragazzi.
Dopo un primo momento di molestie, i due sarebbero stati costretti con la forza a entrare nei bagni della villa. Qui, mentre alcuni del gruppo tenevano fermo il ragazzo, due aggressori – entrambi minorenni – avrebbero abusato ripetutamente della tredicenne. La ragazza è poi riuscita a liberarsi e a fuggire fino a via Etnea, dove è stata soccorsa da alcuni passanti che hanno allertato i carabinieri.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Catania e dalla Procura per i minorenni, hanno portato in meno di 48 ore all’identificazione dei responsabili, grazie anche a riscontri scientifici decisivi forniti dal Ris di Messina sulle tracce biologiche raccolte.
Indagini, arresti e reazioni politiche
I quattro maggiorenni sono stati fermati dalla Procura, mentre per i tre minorenni è intervenuta la magistratura minorile. Gli indagati, entrati in Italia da minori non accompagnati, erano ospitati in diverse strutture di accoglienza.
Uno degli accusati ha collaborato con gli investigatori, contribuendo all’identificazione degli altri membri del gruppo. La vittima ha inoltre riconosciuto uno degli aggressori.
Il caso ha suscitato forte indignazione a livello nazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in visita a Catania, ha espresso solidarietà alla vittima, assicurando che “lo Stato c’è e garantirà che sia fatta giustizia”.
Intanto, mentre proseguono gli altri filoni processuali che riguardano gli esecutori materiali – già condannati in primo grado – la sentenza segna un primo punto fermo in una vicenda che ha profondamente scosso la città.