Gli archeologi hanno trovato resti di cani sepolti insieme agli esseri umani, risalenti a ben 34.000 anni fa. Tuttavia, come sottolinea Scarsbrook, non ogni creatura simile a un cane sepolta accanto a un umano può essere classificata come tale. “Seppellire un animale vicino a un essere umano è una strategia rischiosa per identificare qualcosa come domestico. Sappiamo che da millenni le persone seppelliscono animali selvatici insieme agli umani”, spiega. Questa osservazione evidenzia la complessità nell’identificare il processo di domesticazione dei cani.
In effetti, i resti di cani e lupi possono sembrare incredibilmente simili, specialmente quando a disposizione ci sono solo parti di cranio o un singolo dente. “Molti dei presunti cani antichi, quando si analizzano mediante DNA, risultano in realtà essere lupi”, afferma William Marsh, paleogenetista del Natural History Museum di Londra. Studi precedenti indicano che il cane più antico accertato risale a circa 10.900 anni fa. A quel tempo, Marsh osserva che “i cani sono geneticamente molto distinti dai lupi”. Questo implica che i cani devono esser stati già presenti, evolvendo in forme più canine, migliaia di anni prima, durante il periodo Paleolitico Superiore, che va dai 12.000 ai 50.000 anni fa.
Alla ricerca della prova di domesticatione
Bergström e il suo team hanno prelevato campioni da resti di 216 canidi sepolti accanto a umani nel corso di migliaia di anni, partendo da un sito di 46.000 anni fa chiamato Goyet in Belgio, fino a scheletri di 5.000 anni fa provenienti dalla Scozia. Hanno confrontato e ricostruito il DNA, cercando di distinguere tra cani e lupi. Il campione più antico identificato come cane risale a 14.200 anni fa, proveniente da un sito in Svizzera.
Un esempio significativo è rappresentato da un osso mascellare appartenente a un cane trovato nella Grotta di Gough nel Regno Unito. Dopo la morte del cane, gli umani che abitavano il sito potrebbero aver creato un foro nell’osso come parte dei loro rituali locali. Questo mostra quanto fosse integra la relazione tra umani e cani anche in epoche remote.
Nel frattempo, Scarsbrook, Marsh e i loro colleghi hanno prelevato campioni da otto resti di canidi disseminati tra Turchia, Iran, Serbia e Inghilterra. Queste ossa risalgono a un periodo compreso tra 15.800 e 8.900 anni fa. Gli scienziati hanno analizzato il DNA nel nucleo delle cellule, oltre a quello nelle loro mitocondri, trasmessi unicamente dalla madre, per approfondire ulteriormente le origini della domesticazione.
Le ricerche stesse stanno fornendo preziose informazioni sulle origini della domesticazione dei cani e sulla loro interazione con gli esseri umani nel tempo. I risultati degli studi suggeriscono che questi animali non solo sono stati addomesticati ma che hanno svolto un ruolo fondamentale nella vita quotidiana di antiche civiltà. L’analisi continua nel tentativo di chiarire i momenti specifici della loro evoluzione e del loro progressivo adattamento alla vita umana.
L’importanza del rapporto tra uomo e cane
Infine, l’importanza di studi di questo tipo non può essere sottovalutata. Essi contribuiscono a una comprensione più profonda della storia dell’umanità e della sua coevoluzione con gli animali domestici. Data l’evidente connessione tra cani e umani, queste ricerche offrono uno spaccato non solo della storia naturale, ma anche delle pratiche culturali e sociali di epoche passate.
Le scoperte attuali ci spingono a riconsiderare il nostro approccio all’archeologia e alla storia dell’evoluzione della domesticazione. Comprendere la relazione tra cani e umani potrebbe rivelarsi fondamentale per migliorare le interazioni attuali e future con questi animali che sono diventati parte integrante del nostro quotidiano.
In aggiunta, il contributo dei vari team di ricerca è cruciale per continuare a gettare luce su questa affascinante storia. Continuando a esaminare e studiare i reperti, gli scienziati sperano di delineare un quadro sempre più chiaro di come i cani siano stati integrati nelle società umane sin dai tempi più remoti.
Fonti ufficiali:
– Natural History Museum, Londra
– Università di East Anglia, Regno Unito
– Giornali accademici di archeologia e genetica.