La Guardia di Finanza di Palermo ha notificato la richiesta di rinvio a giudizio e il decreto che fissa l’udienza preliminare nei confronti di 21 persone, residenti in Sicilia e in diverse regioni italiane, accusate a vario titolo di falso in atto pubblico, autoriciclaggio e appropriazione indebita. Il valore complessivo delle contestazioni è stimato in circa 1,47 milioni di euro.
Secondo l’accusa, il sistema avrebbe coinvolto numerose società di autonoleggio e oltre 80 automobilisti ignari, utilizzati inconsapevolmente come parte di un articolato schema fraudolento.
Il meccanismo della truffa: auto di lusso noleggiate e rivendute
L’indagine, condotta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Bagheria su delega della Procura di Palermo, ha ricostruito un presunto sistema criminale basato su un meccanismo ben strutturato.
Le auto, spesso di fascia alta, venivano noleggiate presso società operanti anche negli aeroporti siciliani e in grandi città come Roma, Napoli e Torino. Successivamente, secondo gli investigatori, i veicoli venivano reimmatricolati e rivenduti tramite atti di vendita falsificati, prodotti da agenzie compiacenti.
Le stesse vetture venivano poi cedute a concessionarie intestate a soggetti terzi, con documentazione falsa, rendendo estremamente difficile la tracciabilità dei mezzi.
Il guadagno illecito sarebbe derivato dalla differenza tra il costo del noleggio — spesso pagato solo per le prime rate — e il prezzo di rivendita sul mercato.
Un sistema criminale strutturato e ramificato
Al centro dell’inchiesta un principale responsabile, già detenuto e condannato in via definitiva nel novembre 2024 a 8 anni di reclusione. Le indagini successive avrebbero permesso di individuare una rete più ampia di complici e intermediari.
In totale, sarebbero circa 20 le persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero partecipato o agevolato le operazioni fraudolente attraverso società di mediazione a loro riconducibili.
Il sistema avrebbe operato in modo continuativo, sfruttando società intestate allo stesso organizzatore e utilizzate come copertura per le attività illecite.
Intercettazioni e collaborazione internazionale
L’impianto accusatorio è sostenuto anche da intercettazioni telefoniche e ambientali, oltre che dalla collaborazione con autorità di polizia tedesche, intervenute in un caso per il recupero di un veicolo trasferito illegalmente all’estero.
Le indagini hanno inoltre permesso di recuperare parte della documentazione e ricostruire i passaggi dei veicoli sottratti, confermando la struttura transnazionale del sistema.
Sequestri e confische: auto di lusso e società sotto controllo
Già nel 2021 e nel 2022 il giudice per le indagini preliminari di Palermo aveva disposto misure cautelari nei confronti del principale indagato, tra cui il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie fino alla concorrenza del profitto illecito.
Era stata inoltre sequestrata la società utilizzata per commettere i reati e numerose auto di lusso, tra cui una Maserati Levante e diverse Audi. Nel 2024 è arrivata la confisca definitiva della società e la restituzione dei veicoli alle società di autonoleggio.
Il quadro economico dell’inchiesta
Il profitto complessivo delle presunte appropriazioni indebite è stato quantificato in 1.473.046 euro, mentre l’autoriciclaggio contestato ammonta a circa 820.000 euro.
Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe prodotto danni rilevanti non solo alle società di noleggio, ma anche all’intero mercato del settore, alterando la concorrenza e generando perdite economiche significative.