Nuovo sviluppo nell’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti a Partinico. Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Palermo, Cristina Lo Bue, ha ammesso la costituzione di parte civile di Legambiente Sicilia nel procedimento che vede imputati due imprenditori del settore edilizio.
Accolta anche la richiesta del Comune di Partinico, che si è costituito a sua volta parte civile nel processo.
Le accuse: rifiuti pericolosi e stoccaggio abusivo
Gli imputati sono accusati di traffico illecito di rifiuti e gestione non autorizzata di materiali anche pericolosi. Secondo quanto emerso dagli atti, avrebbero utilizzato un’area del territorio di Partinico per lo stoccaggio abusivo di sfabbricidi, ferro vecchio, materiali elettronici, eternit e copertoni.
L’attività contestata avrebbe riguardato un quantitativo stimato di almeno 633 tonnellate di rifiuti, gestiti in assenza di autorizzazioni e in violazione della normativa ambientale. Gli inquirenti ipotizzano inoltre lo smaltimento irregolare dei materiali sul suolo e la gestione di rifiuti pericolosi e non pericolosi, inclusi RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).
Secondo l’accusa, attraverso queste pratiche gli indagati avrebbero ottenuto un ingiusto profitto derivante dal risparmio dei costi di smaltimento.
Le parti civili: “Difendere ambiente e legalità”
La costituzione di parte civile di Legambiente Sicilia è stata presentata tramite il Centro di Azione Giuridica dell’associazione e patrocinata dall’avvocata Roberta Salzano.
Il presidente regionale dell’associazione Tommaso Castronovo ha definito la decisione “un passo concreto per ribadire l’impegno a tutela dell’ambiente e della legalità”.
“I danni ambientali prodotti da imprenditori privi di scrupolo sono di una gravità inaccettabile – ha dichiarato –. Abbiamo il dovere, nei confronti del territorio e dei cittadini, di far sentire la nostra voce anche nei tribunali”.
Il ruolo del Comune e le prossime fasi
Anche il Comune di Partinico si è costituito parte civile, segnalando la volontà dell’amministrazione di partecipare al procedimento per la tutela del territorio.
Il processo ora proseguirà nella fase dibattimentale, dove verranno valutate nel dettaglio le accuse e le eventuali responsabilità degli imputati nella gestione e nello smaltimento illecito dei rifiuti.