Il Comune di Palermo prende le distanze dalla vicenda giudiziaria che coinvolge il rapper Tony Boy, arrestato nei giorni scorsi e destinatario di accuse sulle quali dovrà ora fare chiarezza la magistratura. In una dichiarazione, l’Amministrazione comunale ribadisce il rispetto per il procedimento giudiziario in corso, ma sottolinea al tempo stesso la necessità di interrogarsi sui modelli culturali proposti ai più giovani.
La vicenda assume particolare rilievo anche in relazione al concerto di Tony Boy previsto al Velodromo di Palermo. L’Amministrazione fa sapere di voler attendere gli sviluppi dell’autorità giudiziaria e le determinazioni degli organizzatori, riservandosi ogni valutazione di propria competenza.
Il Comune: «Nessun giudizio anticipato, ma Palermo deve prendere posizione»
«Palermo è una città che crede nella cultura, nella musica e nella libertà di espressione, ma proprio per questo non può essere indifferente ai comportamenti di chi sale su un palco e diventa, a tutti gli effetti, un modello per migliaia di giovani», afferma l’Amministrazione.
Il Comune precisa di essere consapevole che esiste un procedimento giudiziario e che spetterà alla magistratura accertare responsabilità e fatti. Nessun giudizio di colpevolezza viene quindi anticipato.
«Non intendiamo quindi anticipare alcun giudizio di colpevolezza. Ma, proprio in attesa che questa vicenda venga chiarita, riteniamo che Palermo non possa accettare come se nulla fosse che si svolgano in città eventi legati a persone coinvolte in vicende giudiziarie di tale gravità», si legge nella dichiarazione.
La posizione viene definita dall’Amministrazione innanzitutto come una scelta di responsabilità istituzionale. Cultura e spettacolo, secondo il Comune, devono essere associati a valori quali libertà, creatività, rispetto delle regole e responsabilità, soprattutto quando il pubblico è composto anche da ragazzi e giovani.
Rini: «Droga, armi e violenza non sono i modelli di cui Palermo ha bisogno»
Sulla vicenda interviene anche l’assessore alla Cultura Antonio Rini, che sottolinea la necessità di distinguere il rispetto per la libertà artistica dalla scelta dei modelli culturali da proporre alle nuove generazioni.
«Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura e senza anticipare giudizi sulle responsabilità personali, ritengo che Palermo debba essere molto chiara sui modelli culturali che intende promuovere, soprattutto quando questi si rivolgono ai più giovani», dichiara Rini.
L’assessore, che è anche segretario cittadino di Fratelli d’Italia, aggiunge: «Artisti associati a messaggi o comportamenti che rischiano di rendere normali droga, armi, violenza e disprezzo delle regole non sono i modelli di cui Palermo ha bisogno».
Rini rivendica quindi una linea che, a suo giudizio, non rappresenta una forma di censura, ma una scelta culturale e istituzionale: «La cultura non è censura, ma è anche capacità di scegliere e proporre riferimenti».
L’obiettivo, conclude l’assessore, è promuovere una città capace di ospitare grandi eventi e di valorizzare i giovani, ma anche di indicare con chiarezza i valori che intende trasmettere.
«Io sto dalla parte degli artisti che attraverso la musica raccontano la bellezza, il talento, il rispetto, la speranza e la voglia di vivere. Palermo deve essere una città aperta ai grandi eventi e ai giovani, ma deve avere anche il coraggio di affermare quali valori vuole trasmettere alle nuove generazioni».