Nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha portato a termine un’operazione a Enna, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale locale, arrestando due uomini di origine catanese sorpresi nel tentativo di truffare una famiglia del posto per circa 7.000 euro utilizzando il cosiddetto metodo del finto Carabiniere.
Il tentativo di truffa
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della 3^ Sezione della Squadra Mobile e dell’U.P.G.S.P., i due malviventi hanno contattato telefonicamente la famiglia ennese, presentandosi come Carabinieri. Durante la conversazione, uno dei truffatori ha riferito che una loro parente, coinvolta in un incidente stradale con una donna incinta, era stata portata in caserma.
A intervenire nella telefonata è stato un secondo soggetto, che si qualificava falsamente come avvocato, dichiarando che, qualora la famiglia avesse corrisposto un indennizzo, la presunta vittima dell’incidente non avrebbe sporto querela. L’interlocutore invitava quindi i familiari a consegnare la somma di denaro a presunti collaboratori, che sarebbero arrivati poco dopo all’abitazione.
L’intervento della Polizia
Gli agenti della Squadra Mobile, allertati dalla Locale Sala Operativa grazie alla segnalazione di una delle vittime, hanno atteso all’interno dell’appartamento e hanno colto in flagranza i due catanesi, impedendo così il compimento della truffa.
A seguito della convalida dell’arresto, nei confronti dei due è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Inoltre, il Questore di Enna, dott. Cono Incognito, ha disposto nei loro confronti il divieto di ritorno nel comune di Enna per tre anni.
Si precisa che il procedimento è ancora in fase di indagine e che gli indagati non possono essere considerati colpevoli fino a sentenza o decreto penale di condanna irrevocabili.
L’operazione conferma l’attenzione costante della Polizia di Stato al contrasto delle truffe ai danni dei cittadini della provincia di Enna, fenomeno che continua a destare preoccupazione soprattutto tra le famiglie più vulnerabili.