Una vicenda sconvolgente ha scosso la comunità scolastica di San Vito Lo Capo. Un alunno di appena 11 anni ha tentato di aggredire il proprio insegnante di Tecnologia durante le lezioni all’istituto comprensivo Lombardo Radice-Fermi, ma è stato bloccato prima di riuscire a ferirlo gravemente.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, il ragazzino si sarebbe presentato a scuola con due coltelli di piccole dimensioni nascosti nello zaino. Indossava inoltre un casco integrale, probabilmente nel tentativo di non farsi riconoscere. Una volta entrato in classe, si è scagliato contro il professore Sergio Falbo brandendo una delle lame davanti agli altri studenti.
L’insegnante, con grande sangue freddo, è riuscito a disarmarlo e a immobilizzarlo, riportando una ferita al palmo della mano durante la colluttazione. Il suo intervento ha evitato conseguenze che avrebbero potuto essere drammatiche.
La diretta su Telegram e i messaggi sui social
Le indagini dei carabinieri della stazione di San Vito Lo Capo e della compagnia di Alcamo, coordinate dalla Procura per i minorenni di Palermo, stanno facendo emergere particolari inquietanti. Poco prima dell’aggressione, infatti, l’undicenne avrebbe avviato una diretta video all’interno di un gruppo Telegram, riprendendo quanto stava per accadere.
Gli investigatori hanno inoltre scoperto che nelle ore precedenti aveva pubblicato sui social messaggi e immagini dal contenuto allarmante. Su TikTok aveva scritto in inglese: «Don’t blame me for what I will do in 4 hrs» (“Non datemi la colpa per quello che farò fra quattro ore”), accompagnando il post con gli hashtag “Stream” e “truecrimetok”. Aveva inoltre pubblicato fotografie del casco e della maglietta che avrebbe indossato a scuola.
Secondo quanto ricostruito, sulla maglietta e sul casco erano riportati riferimenti ad autori di stragi avvenute negli Stati Uniti. Elementi che ora vengono attentamente valutati dagli investigatori per comprendere il livello di consapevolezza e l’eventuale premeditazione del gesto.
Il professore Sergio Falbo, dopo l’accaduto, ha scelto di mantenere il massimo riserbo: «Dietro il gesto accaduto oggi ci sono tante cose che non possiamo sapere e nemmeno capire. Per quanto grave il fatto che oggi mi è accaduto, penso non sia opportuno alimentare tali discussioni perché fanno male alla nostra istituzione scolastica e soprattutto ai nostri ragazzi, che hanno bisogno di essere supportati e seguiti».
Il dirigente scolastico Alberto Ruggirello ha descritto il giovane come “un ragazzino fragile, con una situazione familiare complicata, a cui abbiamo sempre dedicato grande attenzione”. Anche il sindaco di San Vito Lo Capo, Francesco La Sala, ha espresso preoccupazione per l’accaduto, sottolineando la crescente esposizione dei giovani alle influenze provenienti dai social network.
La Procura per i minorenni ha disposto accertamenti sullo smartphone del ragazzo per verificare eventuali contatti con persone che possano averlo istigato o influenzato. Saranno ascoltati anche i familiari per ricostruire il contesto personale e familiare in cui è maturato il gesto.
Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha contattato telefonicamente il professore Falbo per esprimergli vicinanza e apprezzamento per la lucidità e l’equilibrio dimostrati nella gestione di una situazione che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia.