Il direttore musicale onorario a vita era tornato sul podio del Teatro Massimo l’11 ottobre. Il cordoglio del sovrintendente Marco Betta, del sindaco Roberto Lagalla e dell’assessore alla Cultura Antonio Rini
Palermo piange la scomparsa del maestro Gabriele Ferro, direttore d’orchestra e compositore, direttore musicale onorario a vita della Fondazione Teatro Massimo. La notizia lascia un profondo vuoto nel mondo della musica e nella vita culturale della città, che perde uno dei protagonisti della propria storia artistica.
La Fondazione Teatro Massimo, attraverso il presidente, gli organi istituzionali, le lavoratrici e i lavoratori e le artiste e gli artisti, ha espresso il proprio cordoglio, ricordando il legame profondo tra il maestro e il teatro palermitano.
I funerali di Gabriele Ferro saranno celebrati sabato 31 ottobre alle ore 10 nella chiesa di Santa Lucia, in via Enrico Albanese 2, a Palermo.
Il legame con il Teatro Massimo e l’ultimo concerto
«Gabriele Ferro è stato la musica come pensiero, memoria e visione», ha dichiarato il sovrintendente Marco Betta, ricordando la capacità del maestro di andare oltre la semplice interpretazione di una partitura, per restituire al pubblico il pensiero, le emozioni e l’architettura profonda delle composizioni.
Per il Teatro Massimo, Ferro ha rappresentato molto più di un grande direttore d’orchestra: una figura centrale nella storia e nell’identità dell’istituzione, alla quale ha contribuito con il proprio talento e la propria visione artistica. Il titolo di direttore musicale onorario a vita ha sancito un legame destinato a rimanere nel tempo.
Betta ha ricordato anche un particolare che oggi assume un significato ancora più intenso: l’11 ottobre il maestro era ancora sul podio del Teatro Massimo, alla guida dell’Orchestra in un programma che comprendeva anche una sua composizione. Un momento che testimonia la sua dedizione alla musica e il rapporto mai interrotto con il teatro e con il pubblico.
«Gabriele ha accompagnato il Teatro Massimo attraverso stagioni fondamentali della sua vita artistica», ha sottolineato il sovrintendente, evidenziando il contributo del maestro alla crescita culturale e alla vocazione internazionale dell’istituzione. La sua scomparsa lascia un dolore profondo, ma anche una memoria artistica che continuerà a vivere attraverso le interpretazioni, le opere e le esperienze condivise con musicisti e spettatori.
Il cordoglio del sindaco Lagalla e dell’assessore Rini
Anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha espresso il proprio dolore per la perdita del maestro, sottolineando il rapporto speciale costruito con la città e con il Teatro Massimo. Un legame fondato, ha ricordato, sulla sensibilità artistica e sull’amore autentico per la musica, riconosciuto anche attraverso la nomina a direttore musicale onorario.
Lagalla ha rivolto le proprie condoglianze alla famiglia e a quanti hanno condiviso con Ferro il suo percorso umano e professionale, ricordando il segno lasciato nella storia culturale palermitana.
Parole di commozione sono arrivate anche dall’assessore comunale alla Cultura, Antonio Rini, che ha voluto ricordare Ferro non soltanto nel proprio ruolo istituzionale, ma anche da musicista. «Ho avuto il privilegio di suonare con lui», ha dichiarato, raccontando un’esperienza professionale e umana capace di lasciare un’impronta che va oltre le note e gli spartiti.
Con la morte di Gabriele Ferro, Palermo perde un interprete di grande sensibilità e un protagonista della propria vita musicale. Il suo percorso resta legato alla storia del Teatro Massimo e a un patrimonio artistico che continuerà a parlare alle nuove generazioni.