Spiaggia di Mondello, il Tar conferma la decadenza della concessione alla Italo-Belga

La concessione della spiaggia di Mondello resta decaduta. La prima sezione del Tar di Palermo, presieduta da Salvatore Veneziano, ha respinto il ricorso presentato dalla società Mondello Immobiliare Italo-Belga contro il provvedimento della Regione Siciliana che aveva disposto la decadenza delle concessioni demaniali marittime.

La decisione riconosce la legittimità del decreto firmato il 26 febbraio 2026 dal dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente, Calogero Beringheli, nell’ambito dell’istruttoria avviata dall’assessorato guidato da Giusi Savarino.

Si chiude così, almeno davanti al tribunale amministrativo di primo grado, una vicenda che ha segnato la gestione di uno dei litorali più conosciuti della Sicilia. Dopo oltre un secolo, la storica società che ha gestito gran parte della spiaggia palermitana si vede confermare la decadenza del titolo concessorio.

Dalle segnalazioni sulle presunte infiltrazioni mafiose al provvedimento della Regione

La vicenda è diventata di dominio pubblico nell’autunno del 2025, quando il deputato regionale Ismaele La Vardera ha presentato alla Commissione parlamentare Antimafia dell’Ars una segnalazione sulle possibili criticità nella gestione dello stabilimento. Al centro degli accertamenti sono finiti alcuni rapporti di lavoro e i legami familiari di dipendenti della società con esponenti di ambienti mafiosi.

La Commissione ha avviato un’indagine, ascoltando sia il dirigente generale del Dipartimento regionale dell’Ambiente sia il presidente e amministratore delegato della Italo-Belga, Antonio Gristina. Nella relazione approvata il 19 novembre 2025 sono state evidenziate criticità relative all’esternalizzazione di numerose attività a favore della G.M. Edil, società che dal 2022 si occupava, tra le altre cose, della manutenzione di lettini, ombrelloni e cabine, dell’allestimento dei lidi e della pulizia dell’arenile.

L’amministratore della G.M. Edil era anche dipendente della Italo-Belga e legato da vincoli di parentela al boss Salvatore Genova, condannato per associazione mafiosa. La ditta era stata inoltre raggiunta da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Palermo. La Commissione aveva sollevato dubbi sulla mancata richiesta delle necessarie autorizzazioni per l’affidamento a terzi di una parte consistente delle attività oggetto della concessione e sulla documentazione antimafia.

La società, durante le audizioni, aveva sostenuto che i dipendenti coinvolti non ricoprivano ruoli gestionali e aveva riferito di avere adottato provvedimenti nei confronti di alcune persone. Aveva inoltre annunciato l’interruzione dei rapporti con G.M. Edil al termine della stagione balneare.

Nel frattempo la Regione aveva avviato il procedimento di decadenza il 18 novembre 2025. Dopo aver giudicato insufficienti le controdeduzioni della società, il Dipartimento dell’Ambiente ha disposto il provvedimento del 26 febbraio 2026, facendo riferimento alle violazioni degli obblighi concessori e all’affidamento a terzi di attività senza le necessarie autorizzazioni.

Il ricorso, la sospensione del Cga e la decisione sul merito

La Italo-Belga ha impugnato il decreto davanti al Tar, contestando le motivazioni della Regione e giudicando il provvedimento sproporzionato, anche per le conseguenze economiche, occupazionali e reputazionali. Il 25 marzo 2026 i giudici amministrativi avevano inizialmente respinto la richiesta di sospensione cautelare della decadenza.

La società si era quindi rivolta al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana. Il Cga aveva accolto la richiesta cautelare, sospendendo temporaneamente gli effetti del provvedimento per evitare possibili problemi di ordine pubblico in vista dell’apertura della stagione balneare. La decisione aveva consentito alla Italo-Belga di riaprire lo stabilimento durante l’estate 2026 e aveva determinato anche la sospensione delle procedure regionali per l’assegnazione dei 13 lotti della spiaggia.

Il 6 ottobre si era svolta davanti al Tar l’udienza di merito, chiamata a stabilire definitivamente la legittimità della decadenza. Con la sentenza arrivata ora, i giudici hanno respinto il ricorso della società, confermando la legittimità del provvedimento regionale.

La decisione rappresenta un passaggio decisivo per il futuro della spiaggia di Mondello e per il progetto della Regione di riorganizzare la gestione delle aree demaniali, attraverso l’affidamento dei lotti a nuovi operatori e il rafforzamento degli spazi destinati alla libera fruizione. Resta da vedere se la società deciderà di proseguire la battaglia legale davanti al Consiglio di giustizia amministrativa.

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