Colpi di pistola sono stati esplosi allo Zen 2 di Palermo contro le sedi delle associazioni Handala e Albero della Vita, da anni impegnate nel quartiere in attività di volontariato, sostegno sociale e doposcuola per bambini e famiglie.
Gli spari hanno danneggiato gli immobili che ospitano le due realtà associative. Sull’episodio indagano i carabinieri, che hanno acquisito le immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona e stanno raccogliendo testimonianze per chiarire la dinamica dei fatti e stabilire con precisione quando siano stati esplosi i colpi.
“Mai ricevute minacce”
Dalle associazioni escludono, almeno al momento, collegamenti diretti tra quanto accaduto e le attività svolte nel quartiere.
“Non abbiamo mai ricevuto minacce – spiegano i responsabili – e riteniamo che il gesto sia slegato alla nostra attività. Speriamo che chi abbia sparato non sappia che noi siamo qui e lavoriamo da anni per lo Zen e per i tanti cittadini che vivono tra mille difficoltà”.
Handala e Albero della Vita rappresentano da tempo punti di riferimento nel quartiere, con iniziative rivolte soprattutto ai minori, alle donne e alle famiglie in condizioni di fragilità sociale.
Di Gangi: “Preoccupante normalità degli spari in città”
Sull’episodio è intervenuta anche la consigliera comunale del Partito Democratico Mariangela Di Gangi, che ha invitato a non sottovalutare quanto accaduto.
“Le associazioni dello Zen hanno chiarito con grande senso di responsabilità che non esistono elementi per parlare di un’intimidazione nei loro confronti. Ed è giusto ascoltare chi quel territorio lo vive ogni giorno”, ha dichiarato.
“Ma questo non rende quanto accaduto meno grave. Semmai il contrario. Perché se non siamo davanti a un atto mirato contro specifiche realtà sociali, allora resta un dato ancora più inquietante: nella nostra città si continua a sparare con una preoccupante normalità, anche vicino a luoghi frequentati quotidianamente da bambini, famiglie e operatori sociali”.
“Serve una presenza concreta delle istituzioni”
Secondo la consigliera comunale, l’episodio riporta l’attenzione sulla necessità di investire con continuità nelle periferie cittadine.
“Non ci si può limitare a rincorrere l’emergenza o affidarsi a dichiarazioni di circostanza dopo ogni episodio. Serve un lavoro serio e continuo sulle periferie, sulla prevenzione sociale, sulla dispersione scolastica, sul disagio minorile, sulla povertà educativa e sulla presenza dello Stato nei territori”, ha aggiunto.
Di Gangi ha infine sottolineato il ruolo fondamentale svolto dalle associazioni presenti allo Zen: “Lo Zen non è soltanto il luogo in cui avvengono episodi di violenza. È anche il luogo in cui ogni giorno associazioni, educatori, educatrici e cittadini costruiscono relazioni, opportunità e comunità. Ed è da lì che bisogna partire”.
“Il compito delle istituzioni – ha concluso – non può fermarsi alla solidarietà formale dopo i fatti di cronaca. Bisogna sostenere in maniera concreta, continuativa e strutturale le realtà che tengono aperti spazi educativi, sociali e di comunità nei quartieri più difficili della città”.