Due palermitani di 25 e 34 anni, entrambi residenti allo Zen, sono stati arrestati dalla Polizia di Stato nell’ambito di un’inchiesta su una tentata rapina ai danni del titolare di un ristorante di Mondello, rimasto ferito da alcuni colpi di arma da fuoco. Nei loro confronti il Gip del Tribunale di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere, su richiesta della Procura della Repubblica.
I due sono gravemente indiziati, a vario titolo, anche di lesioni personali gravissime, porto e detenzione di armi da fuoco, trasporto, detenzione, coltivazione e spaccio di stupefacenti, furto di energia elettrica e ricettazione. I fatti contestati risalgono a un periodo compreso tra luglio e novembre del 2023 e sarebbero stati commessi a Palermo e in alcuni centri della provincia.
L’agguato dopo la chiusura del ristorante
L’indagine della V Sezione investigativa – Reati contro il Patrimonio della Squadra Mobile, con il contributo del Commissariato San Lorenzo, è partita dall’aggressione subita nel luglio 2023 dal titolare di un ristorante di Mondello.
L’uomo stava tornando a casa quando sarebbe stato avvicinato e bloccato da tre persone con il volto coperto e armate di pistola. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe avuto come obiettivo il consistente incasso del fine settimana dell’attività commerciale.
Di fronte alla reazione del ristoratore, i rapinatori avrebbero esploso alcuni colpi di pistola, ferendolo, prima di fuggire a bordo di un’automobile. La rapina, però, non sarebbe andata a buon fine e il denaro non sarebbe stato sottratto.
Le indagini sono state immediatamente avviate dagli investigatori della Squadra Mobile, che hanno seguito due principali direttrici. Da una parte l’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza, pubblici e privati, presenti nella zona dell’agguato; dall’altra una serie di accertamenti tecnici di natura informatica.
Le immagini e gli accertamenti tecnici
Proprio l’esame dei filmati avrebbe consentito agli investigatori di individuare il veicolo utilizzato dai componenti del commando durante la fuga. Gli ulteriori accertamenti tecnici avrebbero quindi permesso di identificare due dei tre presunti responsabili della tentata rapina.
Gli elementi raccolti avrebbero inoltre consentito alla Squadra Mobile di ampliare il quadro investigativo, facendo emergere, secondo l’accusa, un contesto criminale più articolato. Gli investigatori avrebbero infatti acquisito elementi relativi a una presunta attività di spaccio e distribuzione al dettaglio di sostanze stupefacenti, oltre che alla compravendita di armi clandestine.
Per i due indagati è quindi scattata la misura cautelare in carcere disposta dal Gip.
La posizione dei destinatari dell’ordinanza dovrà ora essere esaminata nelle successive fasi del procedimento. Come previsto dalla legge, la responsabilità penale degli indagati potrà essere affermata soltanto con una sentenza definitiva.