Sostenibilità del krill dell’Antartide: dubbi su etichette e pratiche nazionali.
La Ricertificazione della Pesca di Krill Antartico
Recentemente, il Marine Stewardship Council (MSC) ha pubblicato una bozza di rapporto per la quarta ricertificazione della pesca di krill in Antartide da parte dell’Aker QRILL Company. Questa certificazione consentirebbe ad Aker di apporre un’etichetta MSC sui suoi prodotti, informando i consumatori che il krill proviene da una pesca sostenibile e ben gestita. Tuttavia, l’Antarctic and Southern Ocean Coalition (ASOC), un’organizzazione di advocacy basata negli Stati Uniti, ha formalmente obiettato a questa valutazione, sollevando preoccupazioni riguardo la pesca eccessiva di una risorsa fondamentale in un ecosistema delicato.
Holly Parker Curry, direttrice della campagna sulle aree marine protette per ASOC, ha dichiarato in una videochiamata con Mongabay: “Tutto ciò che vive in Antartide mangia krill o mangia qualcosa che mangia krill.” Questo piccolo crostaceo è alla base della catena alimentare, e la sua biomassa ha subito un significativo declino negli ultimi anni. Questo è avvenuto negli ultimi decenni, quando le persone hanno iniziato a raccogliere questi organismi per l’alimentazione degli animali in acquacoltura e per integratori alimentari destinati agli esseri umani. Il cambiamento climatico e la diminuzione dei ghiacci marini stanno anche contribuendo a questo drammatico calo delle popolazioni di krill; infatti, il krill dipende dal ghiaccio marino per parte del suo ciclo vitale.
