Sospetto tumore, a Ragusa esame urgente rinviato di 11 mesi

La denuncia della Rete civica Articolo 32: “Così si svuota la prevenzione”

Un sospetto tumore al colon-retto e un’attesa di quasi un anno per effettuare gli accertamenti. È il caso denunciato a Ragusa dalla Rete civica Articolo 32, che punta il dito contro i ritardi nella sanità pubblica.

L’esame urgente rinviato al 2027

Il paziente si era rivolto al servizio pubblico di prevenzione per il tumore al colon-retto, sottoponendosi ai test previsti. Dopo tre prelievi, il referto ha evidenziato la presenza di sangue occulto, un campanello d’allarme che richiede ulteriori approfondimenti immediati.

Il medico curante ha quindi prescritto una colonscopia con carattere di urgenza, da effettuare entro dieci giorni. Tuttavia, al momento della prenotazione presso il CUP dell’ASP di Ragusa, la realtà si è rivelata ben diversa: primo appuntamento disponibile il 12 febbraio 2027, circa 11 mesi dopo.

La denuncia: “Prevenzione svuotata di significato”


A sollevare il caso è Rosario Gugliotta, presidente della Rete civica Articolo 32:

“A questo punto è lecito chiedersi a cosa servono le campagne di prevenzione, se poi gli utenti a rischio vengono abbandonati a se stessi”.

Secondo l’associazione, il problema non è isolato ma rappresenta una criticità strutturale del sistema sanitario locale.

Ritardi che compromettono le cure

La Rete civica sottolinea come i tempi eccessivi per gli accertamenti diagnostici rischino di compromettere l’efficacia dei percorsi di prevenzione e cura, soprattutto in presenza di segnali potenzialmente gravi come il sangue occulto nelle feci.

“Abbiamo più volte denunciato che il ritardo negli accertamenti strumentali compromette i percorsi di prevenzione e cura – aggiunge l’associazione – ma i vertici aziendali sembrano concentrati su tutt’altro”.

Il nodo delle liste d’attesa


Il caso riaccende il dibattito sulle liste d’attesa nella sanità pubblica, una delle principali criticità segnalate dai cittadini. In particolare, per esami diagnostici fondamentali come la colonscopia, i tempi lunghi possono tradursi in diagnosi tardive e conseguenze anche gravi per i pazienti.

Un sistema da rivedere

La vicenda solleva interrogativi sull’efficacia delle campagne di screening: individuare precocemente un rischio ha senso solo se il sistema sanitario è in grado di garantire tempi rapidi per gli approfondimenti.

In assenza di risposte concrete, il rischio è quello di minare la fiducia dei cittadini nella sanità pubblica e nei programmi di prevenzione.

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