Smantellata la rete “Barcellona Express”: 12 arresti tra Italia e Spagna

Un’operazione congiunta tra Italia e Spagna ha portato allo smantellamento di una vasta organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di droga. L’azione, denominata “Barcellona Express – Farfalla”, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e dall’Autorità giudiziaria spagnola, con il supporto di Eurojust, Europol e DCSA.

Il 10 febbraio 2026 i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania e dello S.C.I.C.O., insieme alla Policía Nacional di Barcellona (UDYCO e UDEF), hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 12 persone: sei in Italia, sottoposte agli arresti domiciliari, e sei in Spagna, due delle quali in carcere e quattro con divieto di espatrio e obbligo di firma.

Gli indagati rispondono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, riciclaggio e disponibilità di armi. Contestualmente è stato disposto il sequestro di beni per circa un milione di euro, tra cui una villa di lusso a Barcellona, conti correnti, veicoli e immobili.

Coltivazioni indoor e carichi via mare


Le indagini hanno permesso di ricostruire una struttura criminale stabile tra Catania e la Catalogna, con epicentro operativo nella provincia etnea. L’organizzazione produceva marijuana in piantagioni indoor allestite in immobili nella disponibilità dei sodali e si riforniva anche da fornitori terzi nella penisola iberica.

Durante le perquisizioni sono state sequestrate 1.670 piante di cannabis, tre laboratori completi per la coltivazione, oltre 40 mila euro in contanti e materiali per il confezionamento. In più fasi, tra Italia e Spagna, sono stati arrestati in flagranza 13 soggetti e sequestrati oltre 900 chili di hashish e marijuana.

Tra i sequestri più rilevanti: un carico di circa 335 kg tra marijuana e hashish in Spagna, e 158 kg di marijuana intercettati in mare, a bordo di un natante partito da Barcellona e diretto verso le coste siciliane.

Il vertice e la “cassa” del sodalizio


Secondo gli investigatori, al vertice del gruppo si trovava Alessandro Cammarata, catanese trapiantato a Barcellona, ritenuto promotore, organizzatore e finanziatore dell’intera rete. Gestiva direttamente la produzione di marijuana e coordinava i canali di vendita verso la Sicilia orientale.

Accanto a lui operavano familiari e collaboratori con ruoli ben definiti: chi curava le coltivazioni, chi la logistica, chi il trasporto del denaro e della droga, chi la gestione della “cassa comune”. I proventi venivano reinvestiti o riciclati tramite società di copertura e trasferimenti di contanti tra i due Paesi.

Il sistema di trasporto si è evoluto nel tempo: inizialmente la droga viaggiava nascosta in bancali di frutta e verdura su camion diretti a Catania via Civitavecchia; successivamente veniva occultata in sacchi di mangime termosaldati, fino all’uso di rotte marittime alternative per eludere i controlli.

Ora, oltre agli arresti, proseguono gli accertamenti patrimoniali per ricostruire e sequestrare i beni accumulati dall’organizzazione in Italia e in Spagna.

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