Siracusa, recuperata una rete fantasma di 3 chilometri dai fondali del Plemmirio

Operazione di Marevivo e Arca Fondi SGR nell’area marina protetta tra Ortigia e Ognina
Oltre tremila metri di rete fantasma recuperati dai fondali dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, in uno dei tratti di mare più preziosi della costa siracusana. È il risultato dell’operazione di tutela ambientale promossa da Marevivo insieme a Arca Fondi SGR, con il supporto di Banca Agricola Popolare di Sicilia.
L’intervento subacqueo, svolto tra l’11 e il 12 maggio nelle acque tra Ortigia e Ognina, ha consentito di liberare i fondali da una rete da pesca abbandonata e da diversi attrezzi dispersi, considerati tra le principali minacce per l’ecosistema marino.

Le reti fantasma, minaccia invisibile per il mare

Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, l’86,5% dei rifiuti presenti in mare è legato alle attività di pesca: reti, cime, nasse, retini e materiali plastici che, una volta dispersi, continuano per anni a intrappolare fauna marina e danneggiare habitat delicati.
La rete recuperata si trovava a una profondità compresa tra i 30 e i 40 metri, adagiata su un fondale caratterizzato dalla presenza di coralligeno e Posidonia oceanica, elemento fondamentale per la biodiversità del Mediterraneo.

Sub specializzati e immersioni con rebreather


L’operazione è stata condotta dai subacquei specializzati della divisione subacquea di Marevivo insieme al Capo Murro Diving Center, che aveva individuato la rete durante una precedente immersione.
Per consentire un intervento in sicurezza a profondità elevate, i sommozzatori hanno utilizzato sistemi “rebreather”, particolari dispositivi che permettono immersioni prolungate riducendo il rilascio di bolle e aumentando l’autonomia sott’acqua.

“Danni enormi all’ecosistema marino”

“Le reti fantasma provocano danni inestimabili all’ecosistema marino intrappolando pesci e soffocando la flora in modo costante e duraturo”, ha spiegato Massimiliano Falleri.
Secondo Marevivo, il recupero di reti e attrezzi abbandonati rappresenta uno degli strumenti più concreti per contrastare l’inquinamento del Mediterraneo e tutelare habitat marini ad alta biodiversità.

Un progetto condiviso per la tutela del Mediterraneo

L’iniziativa segna l’avvio di una collaborazione strutturata tra Marevivo e Arca Fondi SGR, finalizzata alla realizzazione di nuovi interventi di bonifica e sensibilizzazione ambientale.
“Il recupero della rete fantasma dai fondali del Plemmirio rappresenta un’azione concreta per la salvaguardia di un ecosistema vulnerabile e prezioso”, ha dichiarato Simone Bini Smaghi.
Anche Saverio Continella ha sottolineato il valore dell’operazione, definendola “un dovere verso il territorio e le future generazioni”.

Coinvolte istituzioni e Guardia Costiera

All’attività hanno preso parte anche Patrizia Maiorca e Pierluigi Incastrone.
L’operazione è stata realizzata con il supporto della Guardia Costiera, del Comune di Siracusa, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Orientale e della società Patti Ambiente per lo smaltimento del materiale recuperato.
L’obiettivo dichiarato è quello di costruire un percorso di lungo periodo che unisca interventi concreti sul campo, tutela dell’ambiente e sensibilizzazione pubblica contro l’inquinamento marino che colpisce il Mediterraneo.

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