Sigonella: manifestazione per la pace, ancora droni verso l’Iran

La base militare di Sigonella, nel catanese, torna al centro dell’attenzione per il suo ruolo nelle operazioni militari internazionali e per le iniziative civiche e politiche che chiedono trasparenza e controllo sull’uso del territorio siciliano. Sabato 11 aprile, alle ore 10:00, davanti agli ingressi della struttura, è stata convocata una 10 di associazioni, sindacati, reti civiche e partiti.

L’appello per la pace e la trasparenza


Le organizzazioni promotrici – tra cui ACLI, ANPI, ARCI, Legambiente, Libera, CGIL, Amnesty International, M5S e PD – chiedono che la Sicilia non venga trasformata in un “hub logistico di guerra”, sottolineando il rischio che le attività militari della base possano coinvolgere direttamente i cittadini siciliani in scenari di conflitto esteri.

Secondo l’appello, la popolazione locale già paga il costo economico di guerre lontane e non intende sostenere ulteriori conseguenze dovute alla trasformazione dell’isola in piattaforma strategica militare. I promotori chiedono: Trasparenza totale sull’utilizzo della base e sulle operazioni in corso; Rispetto della sovranità democratica e del ruolo del Parlamento nelle decisioni di politica estera e militare; Impegno concreto del governo e delle istituzioni europee per la de-escalation dei conflitti; Tutela del territorio siciliano e delle comunità locali da qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni belliche.

Il ruolo strategico di Sigonella e il mistero del drone scomparso

Sigonella è considerata un hub cruciale per le operazioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) statunitensi e NATO. Proprio nelle ultime ore, la piattaforma di monitoraggio Itamilradar ha segnalato una missione ad alta quota di un drone statunitense Northrop Grumman MQ-4C Triton, decollato dalla base catanese e diretto verso il Golfo Persico.

Il Triton, progettato per sorveglianza marittima a lungo raggio ad alta quota, ha effettuato prolungati circuiti di pattugliamento nello Stretto di Hormuz, monitorando le attività navali iraniane e garantendo la sicurezza delle rotte petrolifere internazionali.

“Un drone della Marina statunitense per la ricognizione marittima strategica, il Triton Mq-4c, di ritorno alla base aerea navale di Sigonella, dopo aver dichiarato un’emergenza e aver perso rapidamente quota, è scomparso dai siti di tracciamento mentre sorvolava il Golfo Persico. Il velivolo ha subito una grave anomalia in volo prima di scomparire dai sistemi». Lo fa sapere Itamilradar, citando come fonte i sistemi di tracciamento di volo open-source.

Secondo Itamilradar «l’ipotesi che l’aereo sia andato perduto in mare (o su territorio ostile, considerando che il muso sembrava puntato verso la costa iraniana nelle fasi finali) appare al momento la più plausibile, o quantomeno, indica un grave incidente aereo».

Le preoccupazioni della società civile


Le organizzazioni locali e nazionali richiamano l’attenzione sul fatto che l’Italia, e in particolare la Sicilia, non dovrebbe diventare un avamposto di conflitti armati. Il messaggio centrale dell’appello è chiaro: la pace, sancita dalla Costituzione italiana, deve prevalere e la Sicilia deve essere considerata un ponte culturale e di dialogo tra popoli, non un hub militare.

I promotori invitano quindi cittadini, sindacati e associazioni a partecipare all’iniziativa dell’11 aprile, sottolineando l’importanza di una mobilitazione ampia e partecipata per ribadire i valori di pace, disarmo e tutela dei diritti fondamentali.

La posizione dei promotori

“Noi, sindacati, associazioni, reti sociali, partiti, cittadine e cittadini, esprimiamo profonda preoccupazione per l’escalation dei conflitti armati nel mondo e per il crescente coinvolgimento dei territori civili nelle strategie militari”, si legge nell’appello.

Secondo gli organizzatori, è necessario allineare le politiche italiane a quelle degli altri Paesi europei, evitando che i cieli e i mari italiani diventino “autostrade di morte e distruzione”. La mobilitazione intende ribadire il ruolo della Sicilia come terra di cooperazione, accoglienza e dialogo, opponendosi a qualsiasi utilizzo del territorio siciliano come piattaforma strategica di guerra.

La vicenda di Sigonella e la missione del drone MQ-4C Triton ricordano quanto sia delicato il ruolo della Sicilia nel contesto geopolitico internazionale, e sottolineano la crescente attenzione della società civile verso la trasparenza e il rispetto dei principi costituzionali.

Il Movimento 5 Stelle Sicilia sarà a Sigonella alla manifestazione no guerra


Il Movimento 5 Stelle Sicilia aderisce alla manifestazione di sabato 11 aprile davanti all’ingresso della base militare di Sigonella nel Catanese, per ribadire il fermo no alla guerra che Israele e Stati Uniti hanno avviato contro l’Iran ed il Libano.

“La Sicilia – sottolinea il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola – è e deve rimanere terra di pace. Non possiamo tollerare che la nostra Isola possa avere un ruolo, anche solo logistico, per operazioni militari che violano palesemente il diritto internazionale e che producono morte e distruzione.

I balbettii del governo italiano sulla politica internazionale, non ultimi quelli del ministro Crosetto nel corso dell’informativa alla Camera dei Deputati, hanno portato il nostro Paese a rischiare una crisi energetica senza precedenti. Non possono essere i siciliani e gli italiani a pagare l’incapacità del governo regionale e nazionale” – conclude Di Paola.

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