Sicilia, sciopero dei tir: McDonald’s costretti a chiudere. Centinaia di lavoratori coinvolti

Lo sciopero degli autotrasportatori mette in ginocchio la distribuzione alimentare in Sicilia e provoca le prime pesanti conseguenze per la ristorazione. Diversi punti vendita McDonald’s hanno già sospeso l’attività a causa dell’impossibilità di ricevere le forniture necessarie, mentre altri rischiano di abbassare le saracinesche nelle prossime ore. A pesare è soprattutto il mancato arrivo dei camion frigoriferi che trasportano i prodotti surgelati, indispensabili per garantire il regolare funzionamento dei ristoranti.

L’emergenza ha cominciato a manifestarsi a Enna, dove il locale ha interrotto il servizio domenica 18 ottobre. Da quel momento le difficoltà si sono estese progressivamente ad altre zone dell’Isola, fino a coinvolgere in maniera significativa il Ragusano. Qui sono sei i ristoranti che hanno fermato l’attività: due nel capoluogo, uno a Marina di Ragusa e gli altri a Vittoria, Pozzallo e Modica. Uno stop che interessa complessivamente circa 300 dipendenti, con inevitabili ripercussioni sul piano occupazionale ed economico.

La situazione resta critica anche nel Siracusano. Dei quattro McDonald’s presenti nel territorio, uno è già interessato da lavori di ristrutturazione, mentre due dei tre locali operativi hanno sospeso il servizio. Il terzo continua momentaneamente a lavorare, ma potrebbe essere costretto alla chiusura qualora non riprendessero le consegne. Sono circa 80 i lavoratori attualmente coinvolti dalle interruzioni dell’attività.

A descrivere le difficoltà è il licenziatario Massimo Caia, che sottolinea come l’emergenza stia colpendo direttamente anche il personale: «Sono riuscito a tenere aperto un punto ancora oggi, ma sarò costretto a chiudere se la situazione non dovesse cambiare. Personalmente esprimo solidarietà al mondo dei trasporti che vive un momento difficile, ma la mancanza di prodotto ci ha costretto a chiudere con un danno economico che coinvolge anche i nostri lavoratori».

Il rischio di ulteriori chiusure riguarda anche Gela e Messina, dove vengono segnalate difficoltà analoghe negli approvvigionamenti. La prosecuzione della protesta potrebbe allargare ulteriormente il numero dei ristoranti costretti a fermarsi. Per le attività commerciali e per centinaia di dipendenti siciliani, la ripresa delle forniture diventa dunque decisiva per scongiurare un aggravamento della situazione.

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