Una serie di scosse di terremoto è stata registrata nella serata di sabato 14 marzo al largo delle Isole Eolie, in provincia di Messina.
La più intensa, di magnitudo 3.7, si è verificata alle 19.25 ed è stata localizzata in mare aperto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Il sisma ha avuto un ipocentro a circa 21 chilometri di profondità.
La scossa è stata avvertita dalla popolazione soprattutto nei centri abitati di Leni e Malfa, sull’isola di Salina, distanti rispettivamente 17 e 19 chilometri dall’epicentro.
Altre tre scosse nella stessa area
Dopo il primo evento sismico, altre tre scosse sono state registrate nella stessa area del Tirreno meridionale.
Alle 19.57 si è verificato un secondo terremoto di magnitudo 2.9, con ipocentro a circa 8 chilometri di profondità.
Successivamente la terra ha tremato ancora alle 20.06 con una magnitudo di 2.2 e alle 23.08 con magnitudo 2.4, quest’ultima a una profondità di circa 17 chilometri. Non risultano al momento danni a persone o cose.
Un’area ad alta pericolosità sismica
L’arcipelago delle Isole Eolie è classificato come una zona ad alta pericolosità sismica. La sua attività è legata alla complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica e alla presenza di numerosi sistemi di faglie attive, oltre alla natura vulcanica delle isole. Nel corso della storia l’area è stata interessata da terremoti anche di forte intensità.
Tra gli eventi più significativi si ricorda il terremoto del 15 aprile 1978, di magnitudo 6.1, che provocò gravi danni nel Messinese e nelle isole dell’arcipelago.
Più recente è il sisma del 6 settembre 2002, di magnitudo 5.9, localizzato al largo di Palermo ma collegato ai medesimi complessi tettonici del Tirreno meridionale.
Nel dicembre 2022, infine, una scossa di magnitudo 4.6 con epicentro nei pressi di Stromboli attivò i sistemi di monitoraggio dopo un piccolo tsunami causato da un distacco franoso, confermando la forte dinamicità geologica dell’intero settore settentrionale della Sicilia.