Scuole in protesta a Palermo, oggi gli studenti del Rutelli non entrano: “Aule fatiscenti e soffitti pericolanti”

Prosegue la mobilitazione degli studenti palermitani contro le carenze degli edifici scolastici e le condizioni in cui sono costretti a seguire le lezioni. Questa mattina la protesta è arrivata all’Istituto superiore statale Mario Rutelli, in piazzale Giangiacomo Ciaccio Montalto, dove gli studenti hanno deciso di non entrare a scuola per denunciare lo stato della struttura.

Al centro della contestazione ci sono le condizioni dei locali, che secondo gli studenti presentano problemi da tempo e compromettono la vivibilità degli ambienti scolastici. Una situazione che ha spinto i ragazzi a mobilitarsi per chiedere interventi e maggiore attenzione alle esigenze di chi frequenta l’istituto.

“Non abbiamo le porte, se le abbiamo hanno i buchi e non si possono chiudere. Spesso restiamo senza luce o senza acqua e in molte aule il soffitto è pericolante. Attendiamo da tempo i distributori anche solo per prendere una bottiglietta d’acqua. Non è una protesta solo nostra ma ci uniamo agli studenti di tutta Italia che lamentano le stesse carenze. A Palermo anche gli studenti del liceo Meli stanno manifestando per gli stessi motivi”, denuncia Marianna Felice, rappresentante degli studenti del Rutelli.

La protesta, fanno sapere gli studenti, sarebbe sostenuta anche dai docenti e dalla dirigente scolastica. La mobilitazione punta così a richiamare l’attenzione sulle condizioni dell’edilizia scolastica e sulla necessità di garantire ambienti adeguati e sicuri per lo svolgimento delle attività didattiche.

Dalle aule fatiscenti alla sicurezza, cresce la mobilitazione

Quella del Rutelli è l’ultima iniziativa di una serie di proteste che negli ultimi giorni hanno coinvolto diversi istituti di Palermo e provincia, anche sulla scia delle contestazioni legate alla visita in città del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

Al liceo classico Umberto gli studenti hanno organizzato assemblee e momenti di mobilitazione, contestando il mancato confronto con il ministro e sollevando questioni che riguardano non soltanto la rappresentanza studentesca, ma anche i tagli all’istruzione, gli spazi scolastici e le condizioni della vita quotidiana tra le mura degli istituti.

Proteste e presìdi hanno interessato anche il Benedetto Croce, il Regina Margherita e il Camillo Finocchiaro Aprile. In quest’ultimo caso, gli studenti hanno chiesto maggiori spazi, annunciando nuove iniziative. Al Regina Margherita, invece, la contestazione ha riguardato le condizioni dell’edificio, con denunce relative a muri deteriorati, muffa e ambienti dichiarati inagibili.

Le criticità al Majorana e al Galileo Galilei

La mobilitazione ha coinvolto anche l’istituto superiore Ettore Majorana, nella zona di San Lorenzo, dove gli studenti si sono radunati davanti alla scuola. Durante la manifestazione sono stati segnalati il lancio di petardi e uova e la presenza di un fumogeno.

Disagi anche alla succursale del liceo scientifico Galileo Galilei, dove il piano terra sarebbe stato chiuso dopo il ritrovamento di escrementi di topo, con conseguenti operazioni di pulizia e derattizzazione. Famiglie e studenti hanno segnalato il rischio di dover svolgere le lezioni in aule troppo piccole per accogliere tutte le classi.

A Monreale, infine, il liceo Emanuele Basile è stato interessato da una protesta legata al crollo di una parte del soffitto e alla prospettiva di ricorrere ai doppi turni per utilizzare soltanto le aule ritenute sicure.

Un quadro che restituisce la crescente insofferenza degli studenti nei confronti delle criticità degli edifici scolastici e delle difficoltà organizzative. Con la protesta di oggi al Rutelli, la mobilitazione palermitana si allarga ancora, riportando al centro il tema della sicurezza e della qualità degli ambienti in cui ogni giorno si svolge la vita scolastica.

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