Un vero e proprio “laboratorio del falso” è stato scoperto dalla Guardia di finanza a Cefalù, nel corso di un servizio di controllo del territorio finalizzato alla tutela della legalità economico-finanziaria. All’interno dell’attività commerciale sono stati individuati tre lavoratori “in nero” e centinaia di capi di abbigliamento recanti marchi contraffatti.
L’intervento è stato effettuato dai finanzieri della Tenenza di Cefalù, nell’ambito delle attività del Comando provinciale di Palermo. Dopo un’attenta attività di osservazione, i militari hanno individuato e sottoposto a controllo un’attività commerciale operante nella nota località balneare.
Capi di calcio e Formula 1 con marchi contraffatti
Nel corso dell’ispezione sono stati trovati 660 capi di abbigliamento sportivo destinati alla vendita e riconducibili a note società calcistiche italiane e straniere e a team della Formula 1. Gli accertamenti sui loghi e sulle etichette hanno consentito, secondo quanto riferito dalla Guardia di finanza, di rilevare la contraffazione dei marchi.
Il negozio offriva inoltre ai clienti la possibilità di personalizzare gli indumenti acquistati. Per farlo venivano utilizzate due presse termiche, attraverso le quali venivano applicati “a caldo” sticker e transfer raffiguranti altri marchi contraffatti.
Il materiale utilizzato per le personalizzazioni sarebbe stato prodotto direttamente all’interno dell’attività attraverso una stampante plotter. I finanzieri hanno quindi sequestrato anche le apparecchiature impiegate per la realizzazione e l’applicazione dei marchi, oltre a 316 sticker e transfer contraffatti.
Tre lavoratori in nero, attività sospesa
Durante il controllo è stata inoltre accertata la presenza di tre lavoratori impiegati in nero, per i quali non sarebbe stata effettuata la prevista comunicazione preventiva di assunzione al Centro per l’impiego, con conseguente assenza delle tutele retributive, contributive e assicurative previste.
Poiché la percentuale di lavoratori irregolari superava il 10% dei dipendenti presenti al momento dell’accesso, l’attività imprenditoriale è stata sospesa con un provvedimento dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro.
Al termine delle operazioni il titolare dell’impresa è stato deferito alla Procura della Repubblica di Termini Imerese.
La Guardia di finanza precisa che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in applicazione del principio della presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna.