Riscoperto durante gli scavi del tram nel 2014, il ponte medievale apre per la prima volta al pubblico
Un ponte in pietra a tre campate, imponente e per secoli dimenticato, torna finalmente accessibile alla città. È il Ponte delle Teste Mozze, struttura storica situata a pochi passi dal Ponte dell’Ammiraglio, con cui in epoca medievale costituiva un unico sistema di attraversamento del fiume Fiume Oreto.
Il ponte deve il suo nome a una vicenda successiva alla sua costruzione: a metà Settecento, nella zona fu trasferito il cippo in cui venivano esposte le teste dei condannati a morte, elemento che finì per identificarlo nella memoria popolare. Con la deviazione del corso del fiume nel 1831, l’opera venne interrata, salvandosi così dalla demolizione e finendo per scomparire dalla vista e dalla memoria collettiva.
Il ritrovamento durante i lavori del tram
La riscoperta del ponte è avvenuta nel 2014, durante i lavori per la realizzazione della linea tranviaria, grazie agli scavi condotti dalla Soprintendenza ai Beni culturali. Da allora l’area è stata oggetto di studi e interventi di valorizzazione che hanno permesso di riportare alla luce uno dei manufatti medievali più significativi del sistema idraulico e viario della città.
Ora il Ponte delle Teste Mozze apre per la prima volta al pubblico nell’ambito de “Il Genio di Palermo”, la manifestazione organizzata dalla Fondazione Le Vie dei Tesori insieme all’Università degli Studi di Palermo, alla Soprintendenza ai Beni culturali, al Comune di Palermo e ad altre istituzioni.
Le visite saranno possibili nei weekend dal 16 al 19 aprile e nei due fine settimana successivi, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’occasione di riscoprire un frammento nascosto della storia urbana della città, rimasto sepolto per quasi due secoli.