Sanità siciliana, buco da 400 milioni: Schifani prepara l’Azienda Zero per tagliare i costi

PALERMO – Un disavanzo sanitario che nel 2026 potrebbe raggiungere i 400 milioni di euro e una riorganizzazione degli acquisti per contenere la spesa. Il governo regionale guidato da Renato Schifani punta sulla creazione dell’Azienda Zero per affrontare le difficoltà finanziarie della sanità siciliana.

La misura è contenuta nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Nadefr) 2027-2029, approvata dalla giunta. L’obiettivo è centralizzare gli acquisti di farmaci, dispositivi medici e apparecchiature, ridurre gli sprechi e migliorare l’efficienza delle aziende sanitarie.

Sanità, il disavanzo inizialmente stimato a 650 milioni

Secondo quanto riportato dall’ANSA, le prime proiezioni elaborate sui bilanci delle aziende sanitarie al 30 giugno 2026 indicavano un possibile disavanzo di circa 650 milioni di euro.

Le misure di contenimento della spesa avviate dalla Regione dovrebbero consentire di ridurre la previsione a 400 milioni, mantenendo lo squilibrio entro la soglia del 5% prevista dalla normativa nazionale.

Il governo regionale sta monitorando l’attività dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere per verificare l’efficacia degli interventi.

Un nuovo aggiornamento dei conti è previsto dopo il 15 novembre, quando saranno disponibili i dati relativi al terzo trimestre.

Nel 2025, invece, il sistema sanitario regionale aveva registrato un disavanzo di circa 104 milioni di euro.

Arriva l’Azienda Zero: acquisti centralizzati per ospedali e Asp

La principale novità prevista dalla programmazione economica regionale è la costituzione dell’Azienda Zero, una struttura che avrà il compito di gestire centralmente gli acquisti della sanità siciliana.

Il modello è già utilizzato in altre regioni italiane, tra cui Veneto, Piemonte e Calabria.

La nuova struttura dovrebbe diventare la centrale unica di committenza del sistema sanitario regionale, occupandosi delle gare per l’acquisto di farmaci, dispositivi medici, tecnologie e grandi apparecchiature.

L’obiettivo è evitare che le singole aziende sanitarie acquistino gli stessi prodotti attraverso procedure differenti e a prezzi diversi.

La centralizzazione dovrebbe consentire di ottenere condizioni economiche più vantaggiose, semplificare le procedure amministrative ed eliminare le duplicazioni.

Le risorse risparmiate potrebbero così essere destinate al miglioramento dell’assistenza sanitaria.

Accantonati 300 milioni per affrontare il disavanzo

Per fronteggiare le difficoltà finanziarie, la Regione ha già previsto specifiche coperture.

Nel rendiconto 2025 sono stati accantonati 300 milioni di euro, ai quali si aggiunge uno stanziamento annuale di 103,936 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2027-2029.

Si tratta di risorse destinate a sostenere l’equilibrio dei conti sanitari, in una fase caratterizzata dall’aumento dei costi e dalla necessità di garantire i servizi ai cittadini.

La strategia regionale non si limita dunque agli interventi immediati, ma punta a modificare in maniera strutturale il funzionamento del sistema.

Un sistema informatico unico per controllare le spese

Accanto all’Azienda Zero, il governo Schifani prevede l’introduzione di un sistema informativo contabile unico per tutte le aziende sanitarie siciliane.

La piattaforma dovrebbe consentire di monitorare in tempo reale costi, consumi e bilanci, individuando tempestivamente eventuali anomalie o aumenti di spesa.

Attraverso una gestione uniforme dei dati contabili, la Regione punta a rafforzare i controlli e a intervenire prima che gli squilibri finanziari diventino più difficili da recuperare.

L’obiettivo dichiarato è garantire la sostenibilità economica della sanità pubblica senza compromettere i livelli essenziali di assistenza.

La sfida della Regione: risparmiare senza ridurre i servizi

Il progetto dell’Azienda Zero rappresenta una delle principali risposte del governo regionale alle criticità economiche del sistema sanitario.

Resta però da verificare quanto la centralizzazione degli acquisti e il nuovo monitoraggio contabile potranno incidere concretamente sui bilanci delle aziende.

Il prossimo passaggio sarà l’analisi dei dati del terzo trimestre, attesa dopo il 15 novembre, che permetterà di aggiornare le previsioni sul disavanzo.

La sfida per la Regione sarà contenere una spesa sanitaria che potrebbe chiudere il 2026 con un rosso di 400 milioni di euro, garantendo al tempo stesso la qualità e la continuità dell’assistenza ai cittadini siciliani.

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