“Sangue e cemento”, San Paolo e Palermo unite nel noir di Carlo Calabrò
San Paolo e Palermo unite da un legame che, attraverso lo stile del noir, racconta il prezzo delle promesse civili, il silenzio intorno a un crimine e un sistema da correggere. È il filo conduttore di “Sangue e cemento”, il nuovo romanzo di Carlo Calabrò, scrittore palermitano che prima di vivere e lavorare a New York ha trascorso diversi anni a San Paolo, città che diventa nel libro lo scenario di una storia immaginaria, ma costruita su dinamiche sociali di stretta attualità.
Il protagonista è Everton, un giornalista che conosce le dinamiche della megalopoli brasiliana e che si trova a fare i conti con la ricerca di un’identità, la propria, nella quale non riesce fino in fondo a riconoscersi. Un evento drammatico sconvolgerà la sua quotidianità, dando però una svolta al suo percorso personale.
La casa, la criminalità e le fragilità sociali
Il romanzo affronta anche il tema dell’emergenza abitativa e delle speculazioni che possono nascere intorno alla casa, bene primario e spesso terreno di sfruttamento delle persone più fragili.
“Questo libro è la metafora di come il mondo sia la casa di tutti e di come le problematiche che troviamo in un luogo si possano ripercorrere ad altre latitudini”, dichiara l’assessore all’Innovazione digitale, all’Abitare sociale e alle Politiche giovanili del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli. “Oggi trattiamo il tema della casa, di come intorno a un bene primario dell’uomo, che è quello di trovare un tetto sotto il quale vivere, c’è chi specula, fa denaro, sfregia e passa sulle vite degli altri. In questa storia intrecciata tra San Paolo, l’Amazzonia e la nostra Palermo – sottolinea l’assessore – ci sono tante verosimiglianze”.
Nel capoluogo siciliano, per Ferrandelli, l’emergenza abitativa è un tema di gestione quotidiana. “Sono fiero – ha proseguito – che si sia imposto nei quartieri il controllo del patrimonio di edilizia popolare residenziale pubblica, sulla pelle del Comune di Palermo e non su concessione del racket. Abbiamo impedito che le case popolari venissero prese dalla criminalità organizzata e rivendute alle persone che ne avevano bisogno, speculando sulla loro fragilità”.
Un noir sociale tra denuncia e speranza
“Sangue e cemento” si presenta dunque come un romanzo sociale dal contenuto politico, costruito attorno a una storia tesa e cruda nella quale il noir diventa anche uno strumento per affrontare questioni che riguardano la società contemporanea.
“Nel contesto di un noir siamo obbligati a riflettere su tematiche importanti”, evidenzia Calabrò, secondo cui la risposta alla frustrazione delle persone costrette a piegarsi alla criminalità organizzata resta la “speranza”.
“Il libro – ha proseguito l’autore – si conclude con un messaggio di speranza. Racconta un pezzo di società e aiuta a pensare, partendo dal marcio, dal brutto e dal difficile, come si possa avere la speranza di costruirla in maniera migliore”.
