La riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco sta attraversando una delle fasi più difficili degli ultimi anni. A lanciare l’allarme è il WWF Italia, che parla di una situazione “estremamente critica” a causa delle maree eccezionali e delle continue ingressioni marine che nelle ultime settimane hanno messo in ginocchio il delicato sistema delle vasche salanti.
Osservando l’area dall’alto, spiegano gli ambientalisti, il paesaggio appare profondamente trasformato: in diversi punti il sistema delle saline sembra ormai una vera e propria laguna. Molte zone risultano completamente allagate, comprese strutture e interventi realizzati nel corso degli anni per la tutela degli habitat e delle specie che popolano questo scrigno di biodiversità della costa trapanese.
Gran parte degli argini delle saline è oggi sommersa. Un evento che, secondo i produttori di sale, non ha precedenti nella memoria recente. “Non ricordiamo livelli d’acqua così elevati né una persistenza così prolungata delle alte maree”, riferiscono gli operatori del comparto, che temono ripercussioni pesanti sia dal punto di vista ambientale che produttivo.
Maree persistenti e sistema idraulico sotto pressione
Nelle ultime settimane la forza del mare si è fatta sentire lungo tutta la fascia costiera occidentale della Sicilia. Dopo una serie di sopralluoghi condotti nell’arco di sette giorni, il WWF traccia un bilancio definito “drammaticamente preoccupante”. Gli allagamenti diffusi hanno compromesso porzioni significative del sistema protetto, con danni che incidono sugli habitat naturali, sulla biodiversità e sugli interventi di tutela realizzati nel tempo con fondi pubblici e privati.
Particolarmente colpita è la fascia più prossima alla linea di costa, nel tratto compreso tra Ronciglio e Nubia, dove l’erosione marina sta interessando le arginature delle saline. In questa zona risultano danneggiati anche gli interventi di conservazione della popolazione di Calendula marittima, una specie rara e protetta che trova proprio qui uno dei suoi habitat più importanti. Dal Ronciglio fino alla Calcara, le azioni di tutela portate avanti negli anni rischiano di essere compromesse, vanificando un lavoro lungo e complesso.
A confermare la gravità della situazione è anche l’azienda Sosalt, che opera nell’area. A seguito dei sopralluoghi effettuati con l’ente gestore della riserva, Sosalt ha segnalato una condizione di alta marea con livelli mai registrati prima nella zona, protrattasi per un periodo insolitamente lungo rispetto ai normali cicli mareali. Questa persistenza ha favorito ingressioni marine continue e un sovraccarico del sistema idraulico, mettendo a dura prova gli argini in tufo delle vasche e dei canali.
Il sistema delle saline, infatti, è un equilibrio delicato tra mare, canali e bacini artificiali, regolato da chiuse e arginature che consentono di gestire i flussi d’acqua. Quando le maree restano alte per troppo tempo, la pressione sulle strutture aumenta fino a provocare cedimenti e allagamenti diffusi, come sta accadendo in queste settimane.
Habitat a rischio e futuro incerto
La riserva delle Saline di Trapani e Paceco non è solo un sito produttivo, ma un’area di straordinario valore naturalistico, inserita lungo le rotte migratorie di numerose specie di uccelli acquatici. Fenicotteri, cavalieri d’Italia, aironi e molte altre specie trovano qui un ambiente ideale per la sosta e la nidificazione. L’alterazione prolungata dei livelli idrici rischia di compromettere questi equilibri, incidendo sulla disponibilità di cibo e sulle condizioni di riproduzione.
Gli allagamenti stanno inoltre danneggiando le infrastrutture leggere realizzate negli anni per la fruizione sostenibile dell’area, come passerelle, punti di osservazione e sistemi di monitoraggio ambientale. Interventi che avevano l’obiettivo di coniugare tutela e valorizzazione, oggi messi in discussione dalla forza degli eventi.
Il WWF chiede ora un intervento urgente delle istituzioni competenti per valutare i danni e pianificare azioni di ripristino e messa in sicurezza. Tra le priorità indicate vi sono il rafforzamento delle arginature, la revisione del sistema idraulico per far fronte a eventi mareali più intensi e frequenti, e un monitoraggio costante dell’erosione costiera.
La situazione delle Saline si inserisce in un contesto più ampio di cambiamenti climatici e innalzamento del livello del mare, fenomeni che stanno rendendo sempre più vulnerabili le aree costiere del Mediterraneo. Eventi un tempo eccezionali tendono a ripetersi con maggiore frequenza e intensità, mettendo sotto pressione ecosistemi fragili e infrastrutture storiche.
Per i produttori di sale, oltre al danno ambientale, si prospetta anche un impatto economico significativo. L’eccesso di acqua e la compromissione degli argini possono rallentare o interrompere i cicli di produzione, con ripercussioni sull’intera filiera.
L’allarme lanciato dal WWF e dagli operatori locali è chiaro: senza interventi tempestivi e una strategia di adattamento ai nuovi scenari climatici, la riserva rischia di subire danni strutturali difficilmente reversibili. Le Saline di Trapani e Paceco rappresentano un patrimonio naturale, culturale ed economico della Sicilia occidentale. La sfida ora è difenderlo da un mare che, sempre più spesso, supera i confini storici tracciati dall’uomo.