Regione Siciliana, via libera alla manovra da 1,4 miliardi: 174 milioni ai Comuni, scontro sui fondi territoriali
L’Assemblea regionale siciliana approva una manovra finanziaria da circa 1,4 miliardi di euro, ma il voto arriva al termine di una lunga maratona parlamentare segnata dalle tensioni tra maggioranza e opposizione. Al centro delle polemiche il Fondo Iniziative Territoriali (Fit), che mette a disposizione 174 milioni di euro destinati a Comuni ed enti ecclesiastici attraverso un maxi emendamento di 48 pagine, contenente circa 1.500 interventi.
Il provvedimento ha ottenuto il via libera all’alba con i voti dei 37 deputati del centrodestra presenti in Aula. La dotazione complessiva della manovra è cresciuta sensibilmente durante l’esame parlamentare: dai circa 600 milioni inizialmente previsti dal governo regionale si è arrivati a oltre il doppio delle risorse. Particolarmente consistente l’incremento del Fit, passato dai 50 milioni della proposta originaria dell’assessore all’Economia Alessandro Dagnino agli attuali 174 milioni.
Le risorse del fondo sono state ripartite tra amministrazioni comunali, alle quali vanno circa 146 milioni, ed enti ecclesiastici, destinatari di 27,9 milioni. Il governo ha inoltre previsto che il 5% della dotazione venga riservato ai Comuni rimasti esclusi dai finanziamenti diretti.
Le accuse delle opposizioni
La distribuzione delle risorse ha provocato la dura reazione delle opposizioni, che contestano alla maggioranza l’utilizzo dei finanziamenti per rafforzare il consenso nei territori in vista delle prossime scadenze elettorali.
Il capogruppo del Partito democratico, Michele Catanzaro, ha denunciato una ripartizione che avrebbe favorito circa 250 Comuni, lasciando fuori le amministrazioni prive di riferimenti politici in grado di ottenere finanziamenti. Secondo Catanzaro, una variazione di bilancio destinata inizialmente alle emergenze sarebbe stata trasformata in uno strumento di distribuzione territoriale delle risorse.
Critiche anche dal Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Antonio De Luca ha contestato la scelta di destinare 174 milioni a interventi individuati prevalentemente dai parlamentari della maggioranza, sostenendo che quelle somme avrebbero potuto essere impiegate per altre necessità collettive. Ismaele La Vardera ha invece annunciato la possibilità di rivolgersi alla magistratura.
Carburanti, agricoltura e famiglie: le misure della manovra
Accanto ai finanziamenti territoriali, il provvedimento contiene interventi economici destinati a imprese, lavoratori e nuclei familiari. Il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore Alessandro Dagnino hanno evidenziato in particolare gli stanziamenti per contrastare l’aumento dei costi energetici e sostenere i comparti produttivi maggiormente esposti.
Sono previsti 80 milioni di euro per fronteggiare il caro carburanti, mentre al settore agricolo vengono assegnati ulteriori 20 milioni, che si aggiungono ai 10 già stanziati. Al comparto cerealicolo sono destinati 50 milioni, alla pesca 16 milioni e all’Irca altri 4 milioni per sostenere le attività artigiane, agricole e ittiche.
Sul fronte abitativo arrivano 9 milioni di euro per agevolare l’acquisto della prima casa da parte dei giovani con meno di 40 anni e altri 9 milioni per aiutare le famiglie alle prese con l’aumento delle rate dei mutui. La manovra prevede inoltre 20 milioni aggiuntivi per i Comuni.
Da Paternò a Modica, milioni per infrastrutture e opere pubbliche
Tra i territori destinatari dei finanziamenti figurano Paternò, Ribera, Modica, Gela, Niscemi e Rosolini. Le risorse riguardano principalmente interventi su strade, impianti sportivi, edifici pubblici, cimiteri e strutture comunali.
A Paternò viene assegnato un milione di euro per il castello Normanno e un ulteriore finanziamento di 513 mila euro per lo stadio Totuccio Bottino. Modica potrà contare su 4 milioni per la riqualificazione dell’ospedale Baglieri e altri 2 milioni per interventi sulla viabilità.
Consistenti gli stanziamenti per Comiso, dove sono previsti 800 mila euro per una stazione degli autobus, 500 mila euro per la strada provinciale 3 e altri 800 mila per la manutenzione delle strade urbane. A questi si aggiungono 400 mila euro per la frazione Pedalino, 700 mila per il cimitero, 200 mila per griglie e caditoie, 790 mila per interventi di riqualificazione e 400 mila per una scuola dell’infanzia.
Rosolini riceverà un milione e 666 mila euro per la realizzazione di una piscina comunale. A Ribera sono destinati un milione e 50 mila euro per gli impianti sportivi e un altro milione per la piscina. Cerda beneficerà invece di 100 mila euro per arredi urbani e 150 mila per lavori stradali.
Anche l’Università di Catania rientra tra i beneficiari, con 200 mila euro per un museo di scienze naturali, 244 mila per la messa in sicurezza del PalaArcidiacono e 293 mila per Palazzo Ingrassia.
Da Palermo a Messina, gli altri interventi finanziati
Tra gli stanziamenti inseriti durante l’esame parlamentare figurano anche risorse per emergenze sociali, sanitarie e territoriali.
A Palermo, attraverso un emendamento del deputato del Pd Mario Giambona, vengono destinati 1,5 milioni di euro a un sostegno economico aggiuntivo per circa 1.300 lavoratori del centro Conca d’Oro, in cassa integrazione dal primo settembre dopo l’incendio della struttura.
Messina riceverà 3 milioni di euro per il recupero dell’area di Pistunina, interessata dal crollo di una palazzina avvenuto ad agosto. A Gela sono destinati 16 milioni per il nuovo ospedale, mentre l’Asp di Enna potrà contare su un milione per il progetto del quarto policlinico siciliano.
Al Comune di Mineo vengono assegnati 7 milioni per il pagamento dei risarcimenti alle famiglie degli operai morti in una precedente tragedia sul lavoro. La Società Interporti Sicilia riceverà 500 mila euro per l’acquisto dell’autoporto di Vittoria, mentre 600 mila euro andranno alla società Mercati Agroalimentari di Catania per la copertura dei debiti.
Tra le altre misure figurano 100 mila euro per il centro studi Rosa Balistreri e la Casa siciliana dei cantastorie di Palermo, 150 mila euro per la Fondazione Gal Hassin e 2 milioni per le celebrazioni dei centenari delle Province di Enna e Ragusa.
L’approvazione della manovra chiude così una delle sessioni parlamentari più impegnative sul piano della distribuzione delle risorse. Se il governo rivendica gli interventi destinati a sostenere l’economia siciliana e le famiglie, resta aperto il confronto politico sui criteri utilizzati per assegnare i 174 milioni del Fondo Iniziative Territoriali.
