È del 14,9% il dato definitivo dell’affluenza alle urne registrato alle ore 12 per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Il dato, diffuso dal portale Eligendo del Viminale, rappresenta la prima fotografia nazionale della partecipazione al voto. La prossima rilevazione è attesa dopo le 19.00.
Sicilia sotto la media nazionale
In Sicilia l’affluenza resta più bassa rispetto al dato nazionale. Alle ore 12 ha votato il 10,03% degli aventi diritto, su un totale di 3.860.499 elettori chiamati alle urne nelle 5.306 sezioni dell’Isola.
La rilevazione, aggiornata su 5.297 sezioni, restituisce un quadro sostanzialmente completo della partecipazione nelle prime ore di voto, con una risposta ancora contenuta da parte degli elettori siciliani.
Siracusa in testa, Agrigento fanalino di coda
A livello provinciale, la partecipazione più alta si registra a Siracusa, con l’11%. Seguono Palermo (10,72%), Catania (10,57%), Ragusa (10,49%) e Messina (10,45%).
Più bassa l’affluenza nelle altre province: Trapani si ferma all’8,88%, Enna all’8,45% e Caltanissetta all’8,13%. Chiude Agrigento, con il dato più basso pari al 7,64%.
Nel complesso, l’andamento appare uniforme su tutto il territorio regionale, senza picchi particolari ma con una partecipazione che resta ovunque sotto la soglia dell’11%.
Il voto di Mattarella a Palermo
Tra gli elettori della mattinata anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha votato a Palermo nel seggio 535 dell’istituto comprensivo Giovanni XXIII-Piazzi.
La sua presenza ha suscitato emozione tra i componenti del seggio. “Quando il Presidente mi ha stretto la mano ho provato un’emozione che non dimenticherò”, racconta Isabella Gambino, segretaria del seggio.
“Ero emozionata già da ieri – aggiunge – quando insieme al presidente Fabrizio Ferro abbiamo letto il suo nome nel registro. Oggi ha salutato tutti, uno ad uno, augurandoci buon lavoro. Dobbiamo essere orgogliosi di lui, da italiani e da palermitani”.
Il confronto con i precedenti referendum
Il dato nazionale delle ore 12 (14,9%) risulta in crescita rispetto ad alcune consultazioni del passato, pur restando inferiore ai livelli più alti registrati negli ultimi anni.
Nel referendum costituzionale del 2001 sulla riforma del Titolo V l’affluenza alla stessa ora era del 7,8%, mentre nel 2006 sulla devolution si attestava al 10,1%. Più alta la partecipazione nel 2016 sulla riforma Renzi, quando però si votò in un solo giorno e alle 12 aveva già votato il 20,1%.
Nel referendum del 2020 sulla riduzione del numero dei parlamentari l’affluenza alle 12 del primo giorno era del 12,2%. Per quanto riguarda invece i referendum non costituzionali, nel 2025 su lavoro e cittadinanza si era fermata al 7,4%, mentre nel 2011 su acqua e nucleare raggiungeva l’11,7%.
Attesa per i prossimi aggiornamenti
L’attenzione è ora rivolta alle prossime rilevazioni, a partire da quella delle ore 19, che permetterà di capire se nel corso della giornata si registrerà un aumento significativo della partecipazione.
I seggi resteranno aperti fino alle 23 di oggi e riapriranno domani dalle 7 alle 15. Trattandosi di un referendum costituzionale confermativo, non è previsto il quorum: sarà quindi sufficiente la maggioranza dei voti validi per determinare l’esito della consultazione.
Affluenza alle 19.00
A livello nazionale l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è oltre il 37% alle ore 19. Il dato, che è in costante aggiornamento, è pubblicato sul sito Eligendo del Viminale. Al momento è relativo a circa il 25% dei seggi.
Cresce l’affluenza anche in Sicilia. Alle ore 19 di oggi, domenica 22 marzo, ha votato il 28,91% degli aventi diritto, secondo i dati ufficiali aggiornati dal portale Eligendo del Ministero dell’Interno.
A livello provinciale, la percentuale più alta si registra a Messina, dove ha votato il 31,01% degli elettori. Seguono Palermo 30,66%; Ragusa 29,80%; Catania con il 28,80%; Siracusa 28,42%; Trapani 28,11%; Enna 26,19%; AGrigento 24,92&. Fanalino di coda Caltanissetta con il 23,28%.