Ponte sullo Stretto: tra manifestazioni di sostegno e critiche ambientaliste

Il dibattito sul Ponte sullo Stretto di Messina continua a infiammare Sicilia e Calabria, tra manifestazioni pubbliche a favore dell’opera, incontri istituzionali e dure prese di posizione da parte delle associazioni ambientaliste. L’opera, che promette di collegare stabilmente le due regioni, resta al centro di polemiche legate a iter burocratici, finanziamenti e impatto ambientale.

Ciucci a Messina: “Lavoriamo per una registrazione trasparente”


Oggi Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina SpA, ha partecipato alla manifestazione “pro ponte” a Messina, organizzata per aggiornare cittadini e istituzioni sullo stato del progetto. Ciucci ha incontrato il sindaco di Villa San Giovanni, Giusy Caminiti, in un incontro definito “rituale”, nel quale ha fatto il punto sul decreto di inizio 2026, che conferma le risorse finanziarie destinate all’opera.

L’AD ha sottolineato come il decreto rappresenti un passaggio fondamentale per il proseguo dei lavori, fissando una procedura dettagliata e trasparente. Ha spiegato inoltre che lo slittamento dei tempi della realizzazione permette di liberare risorse nel 2025-2026 per altri interventi. Non sono mancati riferimenti alle decisioni della Corte dei Conti e alle difficoltà incontrate dalla società, con un impegno costante per conformarsi alle richieste pur mantenendo critiche costruttive su alcuni rilievi.

Ciucci ha ribadito che la realizzazione del ponte sarà graduale e che le opere iniziali saranno propedeutiche, senza un avvio immediato di cantieri e betoniere. L’ottimismo dell’AD si concentra sull’auspicio di ottenere la registrazione della delibera CIPESS in tempi ordinari, per ridurre lo scetticismo attorno all’opera.

Manifestazione a sostegno del ponte

Il Movimento Equità Territoriale, con il fondatore Pino Aprile, ha annunciato la propria partecipazione alla manifestazione in piazza Unione Europea a Messina il 28 marzo. Il movimento ha ribadito il valore strategico del ponte per il Sud: garantire continuità territoriale, attrarre investimenti e offrire nuove opportunità occupazionali.

In parallelo, anche Unioncamere Sicilia e Calabria, con il presidente nazionale Andrea Prete, hanno espresso sostegno all’iniziativa, sottolineando il ruolo del ponte come volano economico e sociale per le due regioni e per l’intero Paese.

Le critiche delle associazioni ambientaliste



Sul fronte opposto, Greenpeace Italia, Legambiente, LIPU e WWF Italia hanno contestato il DL 32/2026 proposto dal Governo, definendolo un “manifesto politico” più che una norma necessaria. Le associazioni sostengono che:

Il decreto non rispetta i requisiti di necessità e urgenza richiesti per legge.
Contiene disposizioni ridondanti, già previste dalla normativa vigente.
Limita in modo pericoloso il ruolo della Corte dei Conti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ignorando le modifiche apportate al progetto definitivo.
Non affronta correttamente la Valutazione di incidenza (VIncA) e le procedure ambientali già previste dalle linee guida nazionali del 2019.

Secondo le associazioni, il decreto rischia di introdurre incertezze giuridiche e contenziosi sia amministrativi sia comunitari, in particolare riguardo alle opere ferroviarie accessorie al ponte, senza affrontare i reali problemi di mobilità e sviluppo del Mezzogiorno.

Tra politica e futuro del progetto


Ciucci ha chiarito che la Stretto di Messina SpA rimane un organismo tecnico e che il progetto non deve essere strumentalizzato politicamente. Tuttavia, riconosce che il ponte potrebbe diventare tema elettorale a Messina e Reggio Calabria. L’AD ha ribadito l’importanza di un dialogo costruttivo con le amministrazioni locali per massimizzare benefici e opportunità per i territori interessati.

Nonostante le tensioni politiche e le critiche, la società e il Governo puntano a rispettare il cronoprogramma per avviare la fase realizzativa nell’ultimo trimestre del 2026, procedendo gradualmente con opere propedeutiche e integrative.

Il Ponte sullo Stretto rimane un progetto simbolo: strategico per il Sud, ambizioso dal punto di vista ingegneristico, ma fortemente contestato dal punto di vista ambientale e politico. Le manifestazioni di sostegno convivono con le critiche delle associazioni ambientaliste, evidenziando quanto l’opera divida l’opinione pubblica.

Mentre la società Stretto di Messina lavora per ottenere registrazioni e autorizzazioni, la discussione sul decreto legge, l’impatto sul territorio e l’equilibrio tra sviluppo e tutela ambientale resteranno centrali nei prossimi mesi.

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