Vertice a Palazzo Chigi su tempi e cronoprogramma in vista del Cipess
Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del confronto istituzionale. A Palazzo Chigi si è svolto un vertice di Governo dedicato alle prossime tappe dell’opera, con particolare attenzione al nuovo cronoprogramma e alla delibera da sottoporre all’esame del Cipess.
Nel corso dell’incontro sono stati analizzati tempi, scadenze e aggiornamenti tecnici necessari per proseguire l’iter del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. L’obiettivo dell’esecutivo è arrivare a una nuova approvazione che consenta di consolidare il percorso amministrativo e progettuale dell’infrastruttura.
Nella stessa giornata l’amministratore delegato della società concessionaria ha ribadito che prosegue il dialogo con la Commissione europea sul tema della compatibilità del contratto con le norme comunitarie sugli appalti pubblici.
Al centro del confronto con Bruxelles c’è in particolare il rispetto della soglia del 50% di variazione del valore contrattuale, prevista dalla normativa europea per le modifiche ai contratti di appalto già in essere.
Secondo la società che gestisce il progetto, l’aumento dei costi rientrerebbe nei limiti consentiti e non renderebbe necessario un nuovo bando internazionale. La posizione sostenuta è che il contratto originario con il consorzio incaricato della realizzazione dell’opera possa mantenere la propria validità.
Costi aumentati e dubbi sulla gara: resta il confronto istituzionale
Uno dei nodi principali riguarda l’incremento del valore economico del progetto, oggi stimato in circa 13,5 miliardi di euro. Secondo il Governo e la società concessionaria, l’aumento sarebbe legato soprattutto alla crescita dei prezzi dei materiali e dei costi delle grandi infrastrutture registrata negli ultimi anni, non a modifiche contrattuali tali da violare le regole europee.
La società ha inoltre sostenuto di aver fornito alla Commissione europea tutti i dati richiesti e che da Bruxelles non sarebbe stata avviata alcuna procedura di infrazione o pre-infrazione.
La questione resta però al centro delle valutazioni di diversi organismi di controllo. La Corte dei conti aveva chiesto chiarimenti sulla gestione dell’iter e sulla scelta di procedere senza una nuova gara, mentre l’Autorità nazionale anticorruzione aveva evidenziato la necessità di valutare se l’aumento dei costi e il cambiamento del quadro economico rendessero necessario un nuovo affidamento.
Nel frattempo prosegue il lavoro sugli altri aspetti tecnici del progetto. Il Governo e la società hanno annunciato l’integrazione della documentazione richiesta e l’acquisizione dei pareri degli organismi competenti, tra cui quello dell’Autorità di regolazione dei trasporti e del Consiglio superiore dei lavori pubblici.
La Cgil chiede alla Corte dei Conti una verifica sui fondi pubblici
Sul progetto interviene anche la Cgil, che ha presentato un esposto alla Corte dei Conti chiedendo di verificare se nella gestione del Ponte sullo Stretto siano state rispettate tutte le regole nell’utilizzo delle risorse pubbliche e se possano emergere eventuali profili di danno erariale.
L’esposto è stato firmato dal segretario generale del sindacato, che ha chiarito come l’iniziativa non rappresenti una posizione ideologica contro l’opera, ma una richiesta di controllo sulla corretta gestione del denaro pubblico.
Secondo la Cgil, ogni eventuale spreco legato al progetto rischierebbe di sottrarre risorse ad altri settori considerati prioritari, come sanità, scuola e infrastrutture necessarie soprattutto nel Mezzogiorno.
Il Ponte sullo Stretto resta dunque al centro di un confronto che coinvolge Governo, istituzioni europee, organi di controllo e parti sociali. Le prossime settimane saranno decisive per definire il percorso amministrativo dell’opera e arrivare alla nuova valutazione del Cipess.