Ponte sullo Stretto, inchiesta per corruzione e segreto d’ufficio: tre indagati

La Procura di Roma ipotizza pressioni sulla Corte dei Conti per influenzare l’esame del progetto

La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto per la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Le indagini, coordinate dal procuratore Francesco Lo Voi, hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone: un ex presidente aggiunto della Corte dei Conti, in pensione dallo scorso febbraio, un avvocato già componente del consiglio di amministrazione della società Stretto di Messina Spa e un imprenditore.

Su delega della Procura, i carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni tra Roma, la provincia di Reggio Calabria e quella di Frosinone, sequestrando dispositivi elettronici e documentazione che saranno ora sottoposti ad accertamenti investigativi.

Secondo gli inquirenti, i tre avrebbero tentato di influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo dell’opera, considerato uno dei passaggi più delicati dell’intero iter amministrativo.

L’ipotesi: incarichi futuri in cambio di informazioni riservate


Stando alla ricostruzione contenuta nella nota della Procura, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero cercato di ottenere un orientamento favorevole all’esame della pratica promettendo sostegno per futuri incarichi pubblici dopo il pensionamento del magistrato contabile.

In cambio, quest’ultimo avrebbe fornito aggiornamenti sull’andamento della procedura davanti alla Corte dei Conti, rivelando informazioni riservate sugli orientamenti dei colleghi magistrati e sugli sviluppi delle camere di consiglio chiamate a esprimersi sul progetto del Ponte sullo Stretto.

Gli investigatori ipotizzano inoltre che siano stati tentati contatti con altri magistrati ritenuti utili agli interessi del gruppo favorevole alla realizzazione dell’opera, con l’obiettivo di acquisire informazioni coperte da segreto d’ufficio.

Tra gli elementi al centro dell’inchiesta figura anche il parere sfavorevole espresso dalla Corte dei Conti il 29 ottobre 2025. Secondo l’accusa, dopo quella decisione il magistrato avrebbe manifestato la disponibilità a predisporre una memoria nell’interesse della società Stretto di Messina Spa, da consegnare a professionisti vicini alla stessa società.

Le accuse contestate a vario titolo comprendono corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio.

L’inchiesta è ancora nella fase preliminare e la posizione degli indagati dovrà essere valutata nel corso delle successive attività investigative e degli eventuali sviluppi giudiziari.

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