Attesa per il 6 agosto la riunione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Intanto la Commissione europea segue il progetto e chiarisce: “Siamo in contatto con le autorità italiane”
È attesa per giovedì 6 agosto la riunione conclusiva del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, chiamato a esprimere il proprio parere sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo indiscrezioni, il verdetto potrebbe essere un via libera accompagnato da numerose prescrizioni. Una formula già utilizzata in passato, ma che secondo l’associazione siciliana Invece del Ponte rischia di trasformarsi in un’approvazione solo formale se le prescrizioni dovessero riguardare aspetti fondamentali del progetto ancora irrisolti.
Nel frattempo, sul progetto è intervenuta anche la Commissione europea, che ha confermato di essere in contatto con le autorità italiane per approfondire alcuni aspetti della procedura.
Un portavoce della Commissione, interpellato dall’ANSA sul rispetto del limite del 50% previsto per l’aumento del valore del contratto rispetto all’importo originario aggiornato, ha spiegato che il progetto del Ponte, notificato a Bruxelles nel giugno 2025, è oggetto delle normali interlocuzioni previste per le grandi opere europee.
“La Commissione è in contatto con le autorità italiane per chiarire alcuni aspetti del progetto del Ponte di Messina, notificato alla Commissione nel giugno 2025, al fine di valutare come le disposizioni del diritto dell’Unione europea, in particolare quelle relative agli appalti pubblici, alle valutazioni di impatto ambientale e alla tutela degli habitat naturali e delle specie, vengano applicate in questo caso specifico”, ha riferito il portavoce, precisando che “come per tutti i progetti notificati alla Commissione, gli scambi in corso mirano a garantire chiarezza e comprensione reciproca”.
Bruxelles ha inoltre ricordato che l’articolo 72 della direttiva europea sugli appalti pubblici consente modifiche ai contratti senza una nuova gara solo al ricorrere di specifiche condizioni. Tra queste, la necessità delle modifiche deve derivare da circostanze imprevedibili, non deve alterare la natura complessiva del contratto e l’eventuale incremento di prezzo non può superare il 50% del valore originario aggiornato, limite che si applica al valore di ciascuna modifica.
La Commissione ha aggiunto di aver fornito alle autorità italiane indicazioni metodologiche per verificare la conformità delle modifiche previste. Secondo quanto riferito da Bruxelles, il Governo italiano ha comunicato di aver recepito tali orientamenti e ha confermato che, sulla base dell’interpretazione fornita dalla Commissione, le modifiche previste risultano conformi ai requisiti del diritto dell’Unione europea.
Le criticità evidenziate dall’associazione
In una nota, l’associazione Invece del Ponte sostiene che i nodi aperti sarebbero tali da mettere in discussione la stessa definizione di “progetto definitivo”, evidenziando una serie di criticità tecniche che, a suo giudizio, meriterebbero approfondimenti prima di qualsiasi via libera.
Tra i punti sollevati figura la presenza di una faglia ritenuta “certa” e “attiva” sotto il pilone previsto sul versante calabrese. Secondo l’associazione, la documentazione progettuale e le cartografie ufficiali individuerebbero proprio in quell’area una faglia attiva e, richiamando le linee guida governative e le valutazioni di Ispra, non sarebbe possibile collocare una torre di circa 500 mila tonnellate in corrispondenza di una struttura geologica di questo tipo.
Un’altra contestazione riguarda l’altezza utile del ponte per il passaggio delle navi. Il progetto indica un franco navigabile di 65 metri, ma secondo Invece del Ponte questo valore sarebbe stato calcolato ipotizzando condizioni particolarmente favorevoli, come traffico stradale limitato, temperature esterne di 20 gradi, assenza di vento e mare calmo. Applicando invece condizioni ordinarie di esercizio, il margine disponibile si ridurrebbe di diversi metri.
Secondo l’associazione, ciò potrebbe comportare limitazioni al traffico ferroviario nel caso del transito di navi particolarmente alte, rendendo impossibile garantire l’operatività continua dell’infrastruttura, in contrasto con l’obiettivo dichiarato di assicurare il funzionamento del ponte 24 ore su 24 per tutto l’anno.
Infine, Invece del Ponte richiama l’attenzione sullo smorzamento strutturale, ossia la capacità dell’opera di dissipare le vibrazioni provocate da vento, traffico e terremoti. Il progetto adotterebbe un coefficiente dello 0,5%, mentre – sostiene l’associazione – le norme tecniche prevederebbero valori inferiori, pari allo 0,24% e, nel caso di strutture sospese mediante funi, fino allo 0,1%. Una differenza che, secondo il movimento, rappresenterebbe un ulteriore elemento di criticità da chiarire nell’ambito dell’iter di approvazione del progetto.