Piantedosi a Palermo: vertice su sicurezza e antimafia, “Lo Stato è presente e reagisce”

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è arrivato in Prefettura a Palermo per partecipare al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto Massimo Mariani alla luce della recente escalation di episodi criminali registrati in città e nell’area metropolitana.

All’incontro erano presenti, oltre al ministro e al prefetto, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il procuratore capo Maurizio De Lucia, il procuratore generale della Corte d’Appello Lia Sava e il questore Vito Calvino, insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine. Il vertice è stato dedicato all’analisi del quadro di sicurezza e al rafforzamento delle misure di prevenzione sul territorio.

Il messaggio del ministro: “territori complessi ma risposta dello Stato forte”


Nel corso della giornata, Piantedosi ha sottolineato come in alcune aree della Sicilia emergano fenomeni criminali legati anche al coinvolgimento di giovani generazioni, evidenziando la necessità di un impegno costante dello Stato sul territorio.

“Lo Stato deve dare risorse e non lesinarle in territori come questo”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che, nonostante le criticità, “la reattività dello Stato è molto forte” e richiamando le recenti operazioni antimafia condotte dalle forze dell’ordine. Piantedosi ha inoltre annunciato l’intenzione di tornare in Sicilia per verificare i risultati delle azioni messe in campo.

Il passaggio a Bagheria e la memoria di Falcone

Prima del vertice in Prefettura, il ministro aveva partecipato a Bagheria all’inaugurazione di un immobile confiscato alla criminalità organizzata, già noto come “villa Napoli”. La struttura è stata restituita alla collettività e intitolata a “Quarto Savona 15”, la sigla dell’auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, distrutta nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992.

L’edificio sarà destinato a centro estivo e presidio di legalità, con l’obiettivo di trasformare un bene sottratto alla mafia in uno spazio dedicato ai giovani e alla memoria civile.

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio del territorio palermitano, segnato negli ultimi mesi da episodi di violenza e attentati su cui proseguono le indagini della magistratura.

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