Piantedosi a Palermo: “In arrivo 90 unità tra polizia e carabinieri, servono più denunce”

Più uomini in servizio nelle forze dell’ordine e un appello deciso ai commercianti affinché denuncino ogni richiesta estorsiva. Sono i principali temi affrontati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Palermo dopo l’escalation criminale registrata negli ultimi mesi.

Il ministro ha illustrato i dati relativi al potenziamento degli organici delle forze di polizia nell’area metropolitana del capoluogo siciliano. «Dall’1 gennaio 2025 ad oggi abbiamo destinato 850 unità di personale in più tra le tre forze di polizia, con un saldo positivo di 99 unità tenendo conto dei pensionamenti e dei nuovi arrivi», ha dichiarato Piantedosi.

Il titolare del Viminale ha inoltre annunciato ulteriori rinforzi in arrivo nei prossimi mesi. «Abbiamo la prospettiva, con la conclusione dei corsi di formazione di Polizia e Carabinieri, di assegnare altre 90 unità tra luglio e agosto. Alcune di queste saranno anticipate già ai primi di luglio», ha spiegato.

L’appello ai commercianti: “Lo Stato c’è, denunciate”


Nel corso della riunione è emerso un dato che continua a preoccupare le istituzioni: il numero delle denunce per richieste di pizzo resta ancora molto basso rispetto alle evidenze investigative raccolte dagli inquirenti.

«Faccio un appello ai commercianti perché si rivolgano alle forze dell’ordine e denuncino le richieste di estorsione», ha affermato il ministro. «C’è un bassissimo numero di denunce rispetto alle evidenze giudiziarie già maturate e questo sicuramente non va bene».

Secondo Piantedosi, la collaborazione delle vittime è fondamentale non solo dal punto di vista civile e sociale, ma anche per rendere più efficace l’azione investigativa. «Le denunce consentono di ottimizzare le risorse che le forze di polizia devono mettere in campo e migliorano la capacità di risposta dello Stato», ha sottolineato.

Il ministro ha poi evidenziato come, nonostante i progressi compiuti negli ultimi decenni nella lotta alla criminalità organizzata, vi siano ancora operatori economici che scelgono di cedere alle richieste estorsive anziché rivolgersi alle autorità. «Ci sono elementi che mostrano come qualcuno viva ancora la suggestione di assecondare in prima battuta le richieste estorsive. Voglio ricordare che qui a Palermo, come in tutta Italia, lo Stato rispetto a qualche decennio fa c’è».

Piantedosi ha infine ribadito la presenza di strumenti normativi e professionalità investigative adeguate per contrastare il fenomeno mafioso e garantire tutela a chi denuncia. «È lecito aspettarsi che non prevalgano le forme di paura e che si denunci. Non è solo un fatto etico, ma un elemento che può agevolare concretamente il lavoro degli inquirenti», ha concluso.

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