L’aggressione risale all’8 luglio scorso: la vittima era stata ferita al piede sinistro. Nell’abitazione del suocero dell’indagato trovati oltre 8 chili di droga, una pistola senza matricola e munizioni
Una discussione sul rapporto qualità-prezzo di un pasto sarebbe all’origine di una sparatoria ai danni di un venditore ambulante a Partinico, nel Palermitano. Per l’episodio, avvenuto lo scorso 8 luglio, i carabinieri hanno arrestato un uomo di 36 anni, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato, detenzione e porto illegale di arma da sparo.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la lite sarebbe nata per futili motivi: il presunto aggressore avrebbe contestato il rapporto tra la qualità del cibo acquistato e il prezzo pagato. Dalle parole si sarebbe poi passati alla violenza, con il trentaseienne che avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco contro l’ambulante, ferendolo al piede sinistro.
Le indagini dei carabinieri della stazione di Partinico, coordinate dall’autorità giudiziaria, hanno consentito di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di individuare il presunto responsabile.
Videosorveglianza e tabulati telefonici per ricostruire l’agguato
Per risalire all’identità dell’indagato, i militari hanno analizzato le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, raccolto le testimonianze di persone informate sui fatti e svolto approfondimenti sui profili social e sui tabulati telefonici.
Gli elementi raccolti hanno portato all’emissione del provvedimento cautelare nei confronti del trentaseienne. Le ricerche dell’arma utilizzata durante la sparatoria sono state quindi estese anche all’abitazione del suocero dell’uomo, già noto alle forze dell’ordine.
Qui i carabinieri hanno trovato un revolver calibro 38 privo di matricola, 35 cartucce calibro 38 e altre 21 munizioni calibro 32. Nell’abitazione erano inoltre nascosti oltre otto chili di sostanze stupefacenti, tra cocaina, hashish e marijuana, occultati all’interno di confezioni di profumi.
Oltre otto chili di droga e un revolver senza matricola
Il suocero del trentaseienne è stato a sua volta arrestato con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di arma da sparo.
La pistola sequestrata sarà sottoposta ad accertamenti tecnici e balistici da parte del personale specializzato del Ris, per verificare se sia compatibile con quella utilizzata nella sparatoria dell’8 luglio. Le sostanze stupefacenti saranno invece analizzate dal Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del Comando provinciale dei carabinieri, per determinarne la composizione e la quantità.
Entrambi gli arrestati sono stati condotti nella casa circondariale Pagliarelli di Palermo. Resta ferma la presunzione d’innocenza degli indagati fino a un’eventuale condanna definitiva.