Un atto vandalico ha colpito la memoria di una delle artiste più amate della musica italiana. È stata divelta e distrutta la targa dedicata a Giuni Russo, collocata nel 2022 accanto al Palchetto della Musica di piazza Castelnuovo, a Palermo, luogo simbolico legato alla sua prima esibizione in città.
La denuncia e lo sdegno
A segnalare l’accaduto è stato Alberto Samonà, scrittore ed ex assessore regionale ai Beni culturali, tra i promotori dell’iniziativa che aveva portato all’installazione della targa commemorativa. Attraverso i social, accompagnando il messaggio con alcune immagini, Samonà ha espresso profondo sconcerto e amarezza per il gesto.
Secondo quanto ricordato dallo scrittore, la targa era stata realizzata grazie alla collaborazione tra assessorato regionale dei Beni culturali, Soprintendenza e Comune di Palermo, con il sostegno dell’amministrazione cittadina.
Un gesto contro la memoria culturale
L’atto vandalico, oltre a colpire il ricordo dell’artista, viene interpretato come un’offesa al patrimonio culturale della città. Samonà ha parlato di un gesto che esprime “indifferenza e disprezzo verso la cultura e verso il nostro patrimonio”, sottolineando il valore simbolico della targa dedicata a una figura considerata una delle più importanti interpreti palermitane.
La distruzione del manufatto viene letta come una ferita non solo alla memoria di Giuni Russo, ma anche all’identità culturale collettiva della città.
L’appello alle istituzioni
L’ex assessore ha rivolto un appello al sindaco di Palermo affinché la targa venga ripristinata al più presto, auspicando una collaborazione con l’associazione dedicata all’artista per riportare il monumento nel luogo originario.
L’invito è quello di reagire con fermezza, per evitare che episodi simili possano ripetersi e per riaffermare il valore della tutela del patrimonio culturale urbano.
La posizione del Comune
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Palermo, che ha richiamato il valore della memoria storica e del sacrificio di figure istituzionali come il procuratore Pietro Scaglione e l’agente Antonino Lo Russo, ricordati nel giorno dell’anniversario del loro assassinio.
Nel suo intervento, il primo cittadino ha sottolineato come il loro esempio rappresenti un simbolo di impegno per la legalità e per una città più giusta, ribadendo la necessità di mantenere viva la memoria e di rafforzare il rispetto dei beni comuni.
Una ferita per la città
L’episodio riaccende il tema della tutela dei luoghi della memoria e del patrimonio culturale cittadino. La targa dedicata a Giuni Russo rappresentava non solo un omaggio artistico, ma anche un punto di riferimento identitario per Palermo e per le nuove generazioni.
Ora l’auspicio condiviso è quello di un rapido intervento di ripristino, affinché il gesto vandalico non cancelli il valore simbolico e affettivo di un ricordo profondamente legato alla storia culturale della città.