Palermo, tensione al corteo antifascista

PALERMO – Momenti di tensione nel centro di Palermo durante una manifestazione antifascista organizzata in contemporanea con un presidio di Forza Nuova in piazza Lolli. Circa quaranta manifestanti hanno tentato di superare il cordone di sicurezza predisposto dalle forze dell’ordine in via Dante, all’incrocio con via Principe di Villafranca. Ne sono nati tafferugli con spintoni e qualche colpo, ma senza che la situazione degenerasse in scontri più violenti.

A ricostruire quanto accaduto è il Giornale di Sicilia, che racconta come polizia e carabinieri siano riusciti a impedire il contatto tra i due gruppi, evitando conseguenze più gravi.

Il corteo antifascista e il tentativo di raggiungere piazza Lolli

Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, alla manifestazione hanno partecipato esponenti del centro sociale Anomalia, studenti e militanti di Potere al Popolo.

Il gruppo si era radunato intorno alle 16.30 in piazza Don Sturzo, alla stessa ora del presidio organizzato da Forza Nuova in piazza Lolli.

Dietro uno striscione rosso con la scritta «Antifascismo militante», i manifestanti avevano iniziato a percorrere l’itinerario concordato con la Questura: attraversare la zona del Politeama, proseguire lungo via Dante e raggiungere piazza San Francesco di Paola, dove la protesta avrebbe dovuto concludersi.

Arrivati all’incrocio con via Principe di Villafranca, però, alcuni partecipanti hanno tentato di avanzare verso piazza Lolli, dove si trovavano gli esponenti di Forza Nuova.

Il tentativo di superare il dispositivo di sicurezza ha provocato momenti di tensione con gli agenti della Digos e i carabinieri.

Spintoni e fumogeni contro le forze dell’ordine

Come ricostruisce il Giornale di Sicilia, i manifestanti in testa al corteo hanno iniziato a spingere contro il cordone delle forze dell’ordine, cercando di guadagnare terreno.

Ne è nata una breve colluttazione, caratterizzata da spintoni, calci e qualche colpo, senza però un intervento dei reparti antisommossa, che erano pronti a intervenire.

Durante i momenti di tensione sarebbero stati lanciati anche alcuni fumogeni verso le forze dell’ordine.

La situazione è rimasta sotto controllo grazie al dispositivo predisposto dalla Questura, che ha impedito ai manifestanti antifascisti di raggiungere il presidio di Forza Nuova.

La pioggia e la necessità di consentire il passaggio di un’ambulanza hanno contribuito a interrompere il blocco della strada.

Dopo circa mezz’ora, il gruppo ha liberato la carreggiata e ripreso il percorso precedentemente concordato, mentre la circolazione nella zona aveva già subito pesanti rallentamenti.

La protesta contro la presenza di Roberto Fiore

Al centro della mobilitazione antifascista c’era la presenza a Palermo del segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, per partecipare al presidio contro il carovita.

La manifestazione aveva suscitato contestazioni già nei giorni precedenti, soprattutto da parte della Cgil e dell’Anpi.

In particolare, era stata criticata la partecipazione di Fiore, condannato a otto anni e sei mesi di reclusione per l’assalto alla sede nazionale della Cgil a Roma nell’ottobre 2021.

Anche Mario Ridulfo, segretario della Cgil, aveva espresso contrarietà alla presenza del leader di Forza Nuova, contestando l’opportunità di consentirgli di promuovere e partecipare a una manifestazione pubblica.

Gli antifascisti: «Non devono avere agibilità politica»

I partecipanti al corteo hanno rivendicato le ragioni della protesta, collegandola anche alle difficoltà economiche e sociali.

«I fascisti non devono fare manifestazioni né avere alcuna agibilità politica», hanno dichiarato gli esponenti dei collettivi, denunciando disoccupazione, precarietà, bassi salari e lavoro nero.

I manifestanti hanno inoltre accusato il governo di legittimare organizzazioni che, a loro giudizio, contribuiscono a dividere la società.

Nonostante i momenti di tensione, le due manifestazioni non sono mai entrate in contatto diretto.

Come evidenzia il Giornale di Sicilia, l’intervento delle forze dell’ordine ha consentito di mantenere separati i gruppi e di riportare progressivamente la situazione alla normalità, senza ricorrere a cariche dei reparti antisommossa.

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