Palermo: sospeso funzionario del Ministero dell’Interno per tentata agevolazione dell’evasione

A Palermo un funzionario civile del Ministero dell’Interno è stato sospeso dal servizio per un anno nell’ambito di un’indagine che ipotizza un presunto tentativo di agevolare la fuga di un imprenditore attraverso la realizzazione di un falso passaporto. Il provvedimento è stato eseguito dalla Polizia di Stato nella mattinata del 22 aprile 2026, su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo siciliano e con ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari.

Le indagini e il presunto coinvolgimento


Il funzionario, classe 1961, risulta gravemente indiziato di aver agito su mandato di un imprenditore palermitano con precedenti esperienze nel settore bancario e delle telecomunicazioni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Sezione Anticorruzione della Squadra Mobile, l’uomo avrebbe preso contatti con un falsario con l’obiettivo di ottenere un documento di viaggio contraffatto, fornendo anche il passaporto scaduto e fotografie dell’imprenditore da utilizzare come modello.

Il tentativo non sarebbe andato a buon fine per la presunta riluttanza del falsario, successivamente individuato dagli investigatori e interrogato dalla Procura, dove avrebbe ammesso il proprio coinvolgimento nella vicenda. Le indagini si sono basate su intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, oltre che su accertamenti bancari che avrebbero contribuito a delineare il quadro accusatorio.

I riscontri investigativi e i nuovi sviluppi


In un successivo incontro, registrato dallo stesso falsario con dispositivi audio e video, il funzionario avrebbe fornito elementi ritenuti dagli inquirenti compatibili con l’ipotesi accusatoria e avrebbe tentato di concordare una versione dei fatti utile a deviare il corso delle indagini.

Le verifiche avrebbero inoltre evidenziato che, dopo il fallimento del tentativo di ottenere un passaporto falso, il funzionario si sarebbe attivato per agevolare comunque l’imprenditore, intervenendo presso un altro ufficio di polizia per il rilascio indebito di un titolo di viaggio, poi revocato in via amministrativa.

Per l’imprenditore è stata disposta la custodia cautelare in carcere, misura al momento non eseguita poiché risulta irreperibile. Entrambi sono indagati nell’ambito di un procedimento che dovrà ora proseguire nelle successive fasi processuali per la completa valutazione delle responsabilità.

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