Palermo, nuove opportunità per i giovani del circuito penale: quattro tirocini e 16 volontari con Caritas

PALERMO – Offrire una seconda possibilità ai giovani del circuito penale attraverso formazione, lavoro e volontariato. È questo l’obiettivo di “Jobel”, il progetto promosso dalla Caritas diocesana di Palermo che ha già attivato quattro tirocini formativi e coinvolto 16 ragazzi in attività di volontariato. I risultati dell’iniziativa saranno presentati martedì 10 novembre, alle ore 15, durante un convegno al Centro Agàpe di piazza Santa Chiara.

Il progetto punta a favorire il reinserimento sociale, educativo e lavorativo di minori e giovani sottoposti a provvedimenti penali, creando una rete tra istituzioni, operatori della giustizia minorile, scuole, associazioni e comunità ecclesiale.

Jobel è un’iniziativa nazionale promossa da Caritas Italiana con il sostegno di Intesa Sanpaolo e coinvolge 16 territori italiani nei quali sono presenti istituti penali per minorenni.

Quattro tirocini e 16 giovani impegnati nel volontariato

A Palermo il progetto ha prodotto i primi risultati concreti.

Sono stati attivati quattro tirocini formativi della durata media di sei mesi, nel settore della cura del verde, mentre 16 giovani sono stati accolti in attività di volontariato distribuite in tre sedi.

Il percorso ha previsto anche un’intensa attività di ascolto e accompagnamento.

Sono stati effettuati 60 colloqui in carcere con cinque giovani e 37 colloqui all’esterno, nell’ambito del sostegno a 16 ragazzi e cinque famiglie.

Altri interventi hanno riguardato il supporto psicologico ed educativo fuori dal carcere per 16 giovani.

All’interno dell’istituto penale minorile, inoltre, 16 ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di manualità creativa, articolato in incontri settimanali per tre mesi.

L’obiettivo è offrire esperienze capaci di sviluppare autonomia, responsabilità e fiducia nelle proprie capacità.

Don Sergio Ciresi: «Ogni giovane può ricominciare»

Il direttore della Caritas diocesana di Palermo, don Sergio Ciresi, sottolinea il significato educativo e sociale dell’iniziativa.

«Il progetto Jobel nasce dalla convinzione che ogni giovane, anche quando ha sbagliato, porta in sé la possibilità di ricominciare».

Il sacerdote evidenzia come il reinserimento non possa limitarsi alla semplice offerta di un’opportunità lavorativa.

«Quindi non si tratta solo di offrire un’opportunità, ma di costruire insieme percorsi di ascolto, di formazione e di lavoro che restituiscono dignità e prospettive».

Don Ciresi racconta anche il lavoro svolto con i ragazzi e le loro famiglie.

«Da mesi abbiamo accompagnato ragazzi e ragazze nel circuito penale con strumenti concreti, tirocini, esperienze di volontariato. Abbiamo ascoltato storie, incontrato famiglie, lavorato a fianco di operatori, educatori e volontari».

Secondo il direttore della Caritas, anche le attività più semplici possono diventare occasioni importanti di crescita personale.

«Abbiamo visto quanto sia potente il gesto di prendersi cura di uno spazio, di imparare un mestiere, di sentirsi utili e riconosciuti».

Coinvolte 111 persone nelle attività formative

Il progetto ha interessato anche la comunità che accoglie i giovani.

Le attività formative hanno coinvolto complessivamente 111 persone: 20 giovani del servizio civile, 20 studenti delle scuole superiori, 30 insegnanti di religione cattolica e 41 volontari delle Caritas parrocchiali.

Sono stati inoltre mobilitati 20 operatori e 17 volontari, sette dei quali nuovi.

La rete comprende l’Istituto penale per i minorenni, gli uffici della giustizia minorile, la Pastorale carceraria, le scuole, gli enti del Terzo settore e diversi professionisti.

«Jobel non è un progetto isolato, è il frutto di una rete che unisce la Caritas diocesana di Palermo, le istituzioni, il mondo della giustizia minorile, le scuole e gli enti del terzo settore», spiega don Ciresi.

«Quindi, una rete che crede nella giustizia riparativa, non come una parola astratta, ma come una pratica quotidiana di relazione, di responsabilità e di speranza».

Il 10 novembre il convegno al Centro Agàpe

I risultati del progetto saranno al centro dell’incontro “La giustizia riparativa nei processi educativi dei giovani. Dal conflitto alla crescita: riparazione, formazione, lavoro”, in programma martedì 10 novembre alle ore 15 al Centro Agàpe, in piazza Santa Chiara 10, a Palermo.

Dopo i saluti istituzionali, alle ore 16 sarà presentata l’esperienza di Jobel, con il coinvolgimento di Caritas Italiana, Intesa Sanpaolo, Caritas diocesana e rappresentanti dell’Istituto penale per i minorenni.

Uno spazio sarà dedicato anche al punto di vista dei ragazzi dell’IPM.

Alle ore 17 si svolgerà una tavola rotonda con magistrati, esperti, operatori sociali e rappresentanti delle istituzioni.

Interverranno Giovanni Di Chiara, docente ordinario di Diritto processuale penale dell’Università di Palermo; Claudia Caramanna, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni; Maria Rosa Gerbino, magistrato di sorveglianza; Giuseppe Ciulla, direttore dell’USSM di Palermo; fra Mauro Billetta, psicoterapeuta; don Carlo Cianciabella, cappellano dell’IPM; Nadia Lodato, della cooperativa sociale Rigenerazioni; e Vito Lo Scrudato, garante dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Palermo.

Alle ore 18 le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice.

Seguirà un aperitivo a cura di Cotti in Fragranza.

«Restituire fiducia ai ragazzi è una vittoria per tutti»

Il convegno rappresenterà anche un’occasione per riflettere sulle prospettive future del progetto e sul ruolo della comunità nei percorsi di reinserimento.

«Il 10 novembre al Centro Agape, una delle sedi della Caritas Diocesana di Palermo, ci ritroveremo per raccontare questa esperienza e per confrontarci su come continuare a trasformare il conflitto in crescita», afferma don Ciresi.

«Lo faremo insieme a magistrati, educatori, operatori e la comunità ecclesiale, perché nessuno può camminare da solo su questa strada».

Il direttore della Caritas ribadisce infine l’impegno della Chiesa palermitana nell’accompagnamento dei giovani.

«La Chiesa di Palermo, attraverso la Caritas Diocesana, vuole continuare a stare accanto a questi giovani, non con giudizi, ma con prossimità, non con soluzioni facili, ma con pazienza e concretezza, perché ogni ragazzo che ritrova fiducia in se stesso e nella comunità è una vittoria per tutti».

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