Sotto sequestro 259 tipologie di prodotti destinati a strutture pubbliche e private: indagini su una società del settore medicale
La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società operante nel commercio all’ingrosso di articoli medicali. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Palermo, riguarda 259 tipologie di dispositivi sanitari che sarebbero stati distribuiti a strutture pubbliche e private senza le necessarie attestazioni di conformità e sicurezza previste dalla normativa.
Nei confronti del legale rappresentante della società vengono ipotizzati i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato o di altro ente pubblico e falsità materiale commessa da privato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e le responsabilità dovranno essere accertate con una sentenza definitiva.
Le verifiche sui dispositivi destinati agli ospedali
Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura di Palermo, sono partite dall’analisi di due dispositivi sanitari destinati alla diagnostica per immagini, forniti all’Azienda Sanitaria Provinciale di Palermo e successivamente distribuiti nei diversi presidi ospedalieri.
Secondo gli investigatori, uno dei prodotti non sarebbe risultato registrato nella banca dati nazionale del Ministero della Salute, mentre il secondo sarebbe stato inserito attraverso documentazione ritenuta non conforme e basata su certificazioni non riconducibili al dispositivo commercializzato.
In particolare, la società avrebbe dichiarato falsamente di essere il fabbricante dei prodotti e avrebbe utilizzato certificazioni riferite a un produttore cinese senza collegamenti con gli articoli forniti.
Contestate certificazioni e marchi contraffatti
Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che sulle etichette dei dispositivi sarebbero stati apposti il logo della società come produttore e riferimenti a organismi di certificazione tedeschi che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbero negato qualsiasi rapporto commerciale con l’azienda.
Dagli approfondimenti successivi, le verifiche si sarebbero estese all’intera gamma di prodotti commercializzati dalla società, portando all’individuazione di ulteriori 257 tipologie di dispositivi sanitari ritenuti irregolari.
Tra i prodotti interessati figurerebbero siringhe per infusione e irrigazione, sistemi di raccolta urine, strumenti per il monitoraggio della pressione, apparati tubolari e altri dispositivi utilizzati in ambito sanitario.
Forniture per circa due milioni di euro
Le verifiche contabili hanno permesso di ricostruire rapporti commerciali con oltre 50 strutture sanitarie pubbliche e private distribuite sul territorio nazionale e con circa 30 operatori del settore. Il valore commerciale dei dispositivi oggetto degli accertamenti ammonterebbe complessivamente a circa 2 milioni di euro.
A seguito delle risultanze investigative, la struttura ministeriale competente ha disposto l’interruzione della commercializzazione dei dispositivi registrati dalla società, la cancellazione degli stessi dalla banca dati nazionale e la sospensione dell’utilizzo delle dotazioni eventualmente ancora presenti nelle strutture sanitarie. L’operazione rientra nelle attività della Guardia di Finanza finalizzate alla tutela della salute pubblica e al contrasto delle frodi ai danni del Servizio sanitario nazionale.