PALERMO – Oltre 123 milioni di euro di finanziamenti destinati a opere ambientali e alla riqualificazione urbana tra fondi già revocati, risorse a rischio e interventi da salvaguardare. È il quadro allarmante che emerge da un’inchiesta del Giornale di Sicilia sulla gestione dei progetti del Comune di Palermo. Una situazione che ha spinto il ragioniere generale Paolo Basile ad annunciare la sospensione delle richieste di utilizzo dell’avanzo di amministrazione per nuovi investimenti, in attesa di chiarire le possibili conseguenze sui conti comunali.
Al centro delle criticità ci sono interventi legati all’ambiente, alla gestione dei rifiuti e alla riqualificazione della Costa Sud, con cantieri mai avviati, ritardi nella progettazione e scadenze difficili da rispettare.
Palermo, già revocati finanziamenti per 31,5 milioni
Secondo quanto ricostruito dal Giornale di Sicilia, il primo gruppo di interventi comprende finanziamenti già revocati per complessivi 31,55 milioni di euro.
Le opere interessate sono:
- Contratto di fiume e di costa Oreto: 12,97 milioni.
- Impianto per i rifiuti ingombranti a Bellolampo: 8,22 milioni.
- Villa Turrisi: 5,2 milioni.
- Tonnara Bordonaro: 2,95 milioni.
- Percorso ciclabile della zona Sud: 2,22 milioni.
Per alcuni interventi l’amministrazione sta cercando nuove fonti di finanziamento.
Villa Turrisi e Tonnara Bordonaro potrebbero trovare copertura attraverso il programma Metro Plus, mentre il percorso ciclabile è già stato ricollocato su un’altra linea finanziaria.
Per il progetto relativo al fiume Oreto si valuta l’utilizzo di risorse nazionali.
Resta invece incerta la situazione dell’impianto per i rifiuti ingombranti di Bellolampo, per il quale sono in corso interlocuzioni con la Regione, ma non risulta ancora individuata una copertura alternativa.
Il problema riguarda anche le spese eventualmente già sostenute, che potrebbero non essere rimborsate.
Altri 44 milioni a rischio: lavori mai partiti ad Acqua dei Corsari
Un secondo gruppo di finanziamenti, pari a 44,03 milioni di euro, riguarda opere che rischiano di perdere le risorse perché non sarà possibile completare i lavori entro il 31 dicembre 2026.
Il Giornale di Sicilia individua tre interventi principali:
- Centri comunali di raccolta: 6,75 milioni.
- Impianto di selezione dei rifiuti a Bellolampo: 26,25 milioni.
- Messa in sicurezza della discarica di Acqua dei Corsari: 11,03 milioni.
I centri comunali di raccolta risultano bloccati da una controversia sulla proprietà dell’area.
Per l’impianto di selezione dei rifiuti a Bellolampo si attende invece la revoca del finanziamento.
Particolarmente critica la situazione di Acqua dei Corsari: nonostante il contratto risalga alla fine del 2023, i lavori di messa in sicurezza della discarica non sono mai iniziati.
Costa Sud, quasi 48 milioni da salvare
Il terzo capitolo riguarda uno dei principali progetti di riqualificazione urbana di Palermo: la Costa Sud.
In questo caso sono in gioco 47,59 milioni di euro, distribuiti tra tre interventi:
- Porto della Bandita: 15,74 milioni.
- Parco a mare dello Sperone: 19,83 milioni.
- Lungomare della Bandita: 12,02 milioni.
Come evidenzia il Giornale di Sicilia, i finanziamenti prevedono il completamento delle opere entro il 31 dicembre 2027.
Il problema è che i cantieri non sono ancora partiti e i progetti esecutivi devono essere sottoposti alle verifiche necessarie.
Per il porto della Bandita e il parco a mare dello Sperone sono previsti 477 giorni di lavori.
Per rispettare la scadenza, gli interventi avrebbero dovuto prendere il via entro il 10 settembre 2026.
I cronoprogrammi indicano invece partenze tra gennaio e febbraio 2027, tempistiche incompatibili con il termine previsto per la conclusione.
Per il lungomare della Bandita, l’ultima data teorica utile per l’avvio dei lavori è il 9 marzo 2027.
Gli uffici comunali stanno valutando la possibilità di chiedere una proroga al ministero e di concordare con le imprese un’accelerazione degli interventi.
Per il porto della Bandita vengono inoltre segnalati maggiori costi per 1,6 milioni di euro legati al progetto esecutivo.
Il ragioniere generale Basile: «Il Comune non può pagare automaticamente»
La situazione ha provocato una presa di posizione del ragioniere generale del Comune di Palermo, Paolo Basile.
Nella nota richiamata dal Giornale di Sicilia, Basile mette in guardia dalle conseguenze che la perdita dei finanziamenti potrebbe determinare sulle casse comunali.
«Il Comune non può essere considerato il soggetto chiamato a sostenere automaticamente, mediante risorse proprie del bilancio, i maggiori oneri, le spese non riconosciute o le obbligazioni rimaste prive di finanziamento che dovessero derivare da revoche, definanziamenti, decadenze o mancata ammissibilità delle spese, in tutto o anche soltanto in parte, riconducibili a ritardi, omissioni o inadempimenti nella gestione degli interventi».
Il ragioniere generale ha quindi annunciato l’intenzione di sospendere le richieste di utilizzo dell’avanzo di amministrazione per nuovi investimenti, in attesa di una valutazione dell’esposizione finanziaria dell’ente.
Una misura prudenziale legata al rischio che il Comune debba individuare risorse proprie per fronteggiare spese non più coperte dai finanziamenti originari.
Il segretario generale chiede verifiche entro 15 giorni
Sul caso sarebbe intervenuto anche il segretario generale del Comune, Raimondo Liotta, attraverso una nota riservata.
Secondo la ricostruzione del quotidiano, il documento contiene richieste particolarmente stringenti rivolte agli uffici competenti.
Tra queste figurano una ricognizione delle spese entro 15 giorni, l’individuazione di scadenze verificabili e controlli sulle attività di assistenza tecnica.
Viene inoltre prospettato il possibile impiego di personale specializzato e la sostituzione dei responsabili dei procedimenti relativi alle opere bloccate.
Le criticità riguardano interventi riconducibili all’area Ambiente, guidata da Giuseppina Liuzzo.
Palermo, il rischio per i conti comunali e le opere pubbliche
La somma dei tre gruppi di interventi porta a oltre 123 milioni di euro di finanziamenti coinvolti in situazioni di criticità, sebbene con condizioni differenti: alcuni fondi risultano già revocati, altri sono a rischio e quelli della Costa Sud necessitano di interventi per salvaguardarne l’utilizzo.
Non si tratta, quindi, di 123 milioni già definitivamente perduti, ma di un’esposizione potenziale che potrebbe avere conseguenze significative sulla programmazione delle opere pubbliche.
Il problema è duplice: da un lato il rischio di non realizzare interventi attesi da anni, dall’altro la possibilità che il Comune debba reperire ulteriori risorse per coprire spese o obbligazioni rimaste senza finanziamento.
Il quadro delineato dal Giornale di Sicilia apre così un fronte delicato per l’amministrazione comunale, chiamata a recuperare i ritardi, salvaguardare i finanziamenti ancora disponibili e chiarire le eventuali responsabilità nella gestione dei progetti.