Un’operazione della Guardia di Finanza ha portato alla luce un presunto sistema di assenteismo all’interno del Comune di Palermo e della società partecipata, con 14 dipendenti indagati e destinatari di misure cautelari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i lavoratori coinvolti avrebbero timbrato regolarmente l’ingresso e l’uscita dal servizio, per poi allontanarsi dagli uffici e dedicarsi ad attività personali, come commissioni, visite a negozi, bar, centri scommesse, attività ricreative e persino la pesca o la cura di terreni. In alcuni casi, i dipendenti non si sarebbero proprio recati sul posto di lavoro, pur risultando formalmente presenti in servizio.
Le indagini e il sistema delle false presenze
L’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Palermo e coordinata dalla Procura, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza del Gip che prevede sospensioni dall’esercizio del pubblico servizio fino a tre mesi e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.
Gli investigatori hanno documentato un presunto sistema di “copertura reciproca” tra colleghi: alcuni dipendenti timbravano il badge anche per altri, consentendo così ingressi anticipati, uscite non autorizzate o assenze prolungate durante l’orario di lavoro. Le attività di verifica si sono basate su pedinamenti, appostamenti, analisi dei tabulati e sistemi di videosorveglianza.
In totale, sarebbero oltre 550 gli episodi di falsa attestazione della presenza contestati nel corso delle indagini.
Le accuse ipotizzate nei confronti degli indagati sono di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio. L’inchiesta prosegue per definire eventuali ulteriori responsabilità e il ruolo di altri soggetti coinvolti.