Un’esecuzione in piena regola, consumata nel tardo pomeriggio di ieri nel quartiere Cep, alla periferia di Palermo. La vittima è Placido Barrile, 34 anni, trovato senza vita all’interno della sua Smart parcheggiata in via Paladini, nei pressi di viale Michelangelo, davanti ai locali della Quinta Circoscrizione del Comune e a pochi metri dal murales dedicato a Totò Schillaci.
L’allarme è scattato poco dopo le 19. A chiamare il numero unico di emergenza è stato il fratello della vittima, arrivato sul posto insieme a un amico dopo avere sentito alcuni colpi d’arma da fuoco. Quando i sanitari del 118 sono intervenuti, però, per Barrile non c’era ormai più nulla da fare.
Secondo una prima ricostruzione investigativa, il 34enne sarebbe stato raggiunto da almeno cinque colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata mentre si trovava seduto nell’abitacolo della vettura. I proiettili lo hanno colpito al volto e alla testa, sfigurandolo.
L’area è stata immediatamente transennata dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo e della compagnia San Lorenzo, che hanno avviato i rilievi insieme ai militari del Nucleo investigazioni scientifiche. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per ricostruire i movimenti dell’assassino e capire se abbia agito da solo o con eventuali complici.
L’uomo era molto legato a Rosolino Celesia ucciso nel 2023
Nel quartiere, densamente popolato dalle palazzine popolari del Cep, gli spari sono stati avvertiti distintamente da numerosi residenti. In pochi minuti, attorno alla scena del delitto si sono radunati familiari, amici e curiosi. Tra loro anche parenti e conoscenti di Rosolino “Lino” Celesia, il giovane ucciso nel dicembre 2023 davanti alla discoteca Notr3. Barrile, secondo quanto riferito da alcuni presenti, era molto legato al ragazzo.
Gli investigatori stanno lavorando su più piste. Una delle ipotesi principali riguarda il mondo dello spaccio di droga e possibili debiti maturati in quell’ambiente. Barrile aveva precedenti penali: nel 2016 era stato sorpreso dai carabinieri mentre spacciava droga dalla propria abitazione nonostante si trovasse agli arresti domiciliari. La misura cautelare era legata a una rapina commessa nel 2014 ai danni di un passante.
Non viene però esclusa neppure la pista di un regolamento di conti legato a gruppi criminali attivi tra furti e rapine nel quartiere. Negli ultimi mesi il Cep era già finito al centro di diverse indagini su bande dedite ai colpi contro negozi e attività commerciali della zona.
Per tutta la serata i carabinieri hanno ascoltato amici e parenti della vittima, mentre nelle prossime ore sarà analizzato il telefono cellulare di Barrile. Gli ultimi contatti potrebbero fornire elementi decisivi per risalire all’identità dell’assassino e chiarire il movente dell’omicidio.