La Procura generale di Catania ha chiesto la conferma della condanna all’ergastolo per Vincenzo Villani Conti, infermiere di 52 anni imputato per l’omicidio di due pazienti ricoverate all’ospedale Cannizzaro.
La richiesta è stata avanzata davanti alla Corte d’assise d’appello dalle sostitute procuratrici generali Miriam Cantone e Alessandra Russo, applicata al processo.
Le vittime e la sentenza di primo grado
Le due vittime sono un’ultrasessantenne e un’ottantenne, decedute rispettivamente il 2 dicembre 2020 e il 16 gennaio 2021 durante il ricovero nella struttura sanitaria catanese.
In primo grado, il 16 gennaio 2025, l’imputato era stato condannato all’ergastolo. Ora l’accusa ha chiesto la conferma della sentenza anche in appello. Alla richiesta si sono associate le parti civili, tra cui i familiari delle vittime, l’associazione Codici e l’azienda ospedaliera Cannizzaro.
Le accuse e l’inchiesta
Secondo la ricostruzione dell’accusa, a provocare la morte delle due pazienti sarebbe stata la somministrazione di dosi elevate di sedativi, ritenute letali, da parte dell’infermiere.
L’indagine era stata avviata dopo la segnalazione alla Procura da parte di due medici – uno psichiatra e uno psicologo – che avevano in cura l’imputato. I professionisti, dopo aver raccolto alcune confidenze dell’uomo, avevano maturato il sospetto che potesse essere accaduto qualcosa di grave, decidendo di riferire quanto emerso agli inquirenti.
Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’infermiere avrebbe parlato di un “distacco emotivo” nei confronti dei pazienti, maturato anche in relazione a presunti comportamenti vessatori subiti sul lavoro.
I dubbi dei consulenti
Nel processo è stato acquisito anche il parere di un collegio di consulenti nominati dalla Corte, secondo cui non vi sarebbe una certezza assoluta sul nesso causale tra la somministrazione dei farmaci e il decesso delle pazienti, ma neppure elementi sufficienti per escluderlo.
Sul caso ha indagato la Squadra mobile della Questura di Catania. Il processo riprenderà il prossimo 7 maggio, quando è prevista l’arringa difensiva degli avvocati Salvatore Liotta e Francesco Calabrese. La Corte sarà chiamata a decidere sulla conferma o meno della condanna all’ergastolo per l’imputato.